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Lei è all'orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi.
Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta di dieci passi più in là.
Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai.
A cosa serve l'UTOPIA?
Serve proprio a questo: a camminare.

Eduardo Galeano

Non puoi risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato.
Albert Einstein



Se vuoi essere universale, parla del tuo villaggio.
Lev Tolstoj

domenica 7 agosto 2016

VIA DEL MARE: BENVENUTA PISTA CICLABILE MA DOPO BISOGNA INCENTIVARNE L'USO LIBERANDO IL PIU' POSSIBILE LE CITTA' DALLE AUTO.

Sono ripresi i lavori della pista ciclabile in via del Mare a Lanciano

E' l'occasione per qualche riflessione e suggerimento al fine di impedire che una lodevole e replicabile iniziativa possa naufragare in tempi brevi (vedi l'esperienza del "bike-sharing", comunque da rivitalizzare) se non sostenuta in maniera adeguata:

  • l'istituzione delle piste ciclabili (e pedonabili) è in sé un fatto molto positivo perchè spinge la mobilità verso forme sicure, non inquinanti, rispettose dei luoghi e inclini alla socialità, l'esatto contrario dell'uso dell'automobile;
  • Non basta però semplicemente costruire questi percorsi ma occorre una grande campagna di informazione e di incentivazione per farli utilizzare il più possibile, scoraggiando di pari passo (è fondamentale) l'abuso quotidiano della macchina. Ci sono tanti modi e forme per farlo, anche premiando concretamente chi si sposta in questa direzione virtuosa;
  • Le piste ciclabili non devono diventare un ghetto, una riserva naturale per pochi esemplari di pedalatori. Le strade normali non sono esclusiva delle automobili (anche se la loro ingombrante arroganza ha costretto quasi tutti a crederlo) e per questo anche dove non esistono piste ciclabili riservate bisogna adoperarsi per liberarle il più possibile dal traffico motorizzato per permettere anche lì alle bici di circolare in sicurezza e comodità;
  • Come già in atto in tantissime cittè d'Italia, d'Europa e del mondo, l'Amministrazione Comunale prenda dei provvedimenti per premiare chi si reca al lavoro o a scuola in bici o a piedi (vedi l'esperienza positiva dei "pedibus" e dei "ciclobus" [vedi foto a fine articolo]) e soprattutto sviluppi delle capillari campagne di informazione e promozione nelle scuole ma non solo. Bisognerebbe programmare un'operazione simile a quella adottata da "Ecolan" per spiegare il funzionamento della raccolta differenziata che ha dato dei risultati per certi versi sbalorditivi visto lo scetticismo iniziale di molti;
  • E' quindi il momento propizio per riorganizzare e rilanciare il servizio di "bike-sharing" che anch'esso all'inizio ha ottenuto un grande successo poi scemato a causa sì dell'inciviltà di alcuni utenti, ma anche per la successiva indifferenza del Comune che non ha fatto molto per proteggerlo e promuoverlo.
Insomma siamo ad un passaggio che potrebbe essere storico per Lanciano, un'occasione da non perdere e da diffondere il più possibile per rendere la nostra amata Città sempre più bella, sana e vivibile e farne un polo irresistibile di attrazione per chi verrà a visitarla.
E' una grande responsabilità che ha l'Amministrazione Comunale attuale e tutte quelle future, ma che investe anche ogni singolo cittadino che può dare pieno valore e dignità al suo ruolo civico.

Serena pedalata a tutti (e per favore mettete un pò di rastrelliere per parcheggiare le bici in giro per la città, grazie).

Franco Mastrangelo 



2 commenti:

  1. Per chi non può e non vuole andare in bici, per motivi fisici o contingenti, bisogna che l'amministrazione comunale incentivi mezzi pubblici frequenti ed efficienti, tipo bus-navetta, che potenzi il servizio dell'ascensore in via per frisa, spesso chiuso durante il giorno e - cosa gravissima - chiuso la sera quando entra in funzione il divieto al traffico auto con la ZTL. Bisogna munire la città di servizi alternativi al traffico privato, le biciclette non bastano, non tutti sono giovani o perlomeno in condizioni di portarle. Senza considerare che la bici è un mezzo esclusivamente individuale, non puoi trasportarci la famiglia né dei carichi di spesa notevoli.

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    1. Marcello concordo pienamente su quanto dici: la bicicletta, seppure a mio avviso il più virtuoso, non può essere l'unico elemento di liberazione delle città dal giogo automobilistico ma vanno fatti tutti quegli interventi che citi nell'ambito del trasporto pubblico e io aggiungerei anche collettivo e condiviso. Una Città, se vuole essere ben amministrata, va pensata nel suo insieme sia per la mobilità che per altri aspetti per concorrere tutti insieme ad un futuro più sano e sostenibile. Un'unica cosa finale: non demandiamo tutto agli Amministratori pubblici. Qualche piccolo sforzo possiamo farlo anche noi semplici cittadini adottando comportamenti più corretti e sani negli spostamenti. Insomma anche senza bici qualche passo in più a piedi ce lo possiamo permettere tutti (e fa anche molto bene).
      Cordialmente, Franco.

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