PER UNA MOBILITA' PIU' SANA A LANCIANO E IN QUALSIASI CITTA'
Gli articoli che seguono, pubblicati nel corso di questi anni, hanno per la maggior parte come scenario Lanciano, ma naturalmente, con i dovuti adattamenti, possono essere utili per qualsiasi altro centro urbano, di qualsiasi dimensione, perché purtroppo i problemi sono sempre gli stessi ma anche le soluzioni lo possono essere.
BIKE-SHARING le biciclette in condivisione
Sabato 11 maggio è stato inaugurato a Lanciano il servizio di "bike-sharing", le biciclette in condivisione. Ne sono 44 elettriche e 22 normali posizionate in 6 postazioni all'interno della Città [vecchia
Stazione/Viali - Piazza Pace (dietro ex-Liceo) - Olmo di Riccio (vicino
Chiesa) - Piazza Cuonzo (zona stadio) - Piazza Giovanni Paolo II
(Quartiere Santa Rita)- Marcianese (sede protezione civile)]. Per usufruirne bisogna iscriversi all'URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico) versando una quota annua di €.20. Comunque per tutti i dettagli potete consultare la pagina dedicata del Comune di Lanciano cliccando QUI .
E' un'ottima iniziativa
a sostegno della quale ci siamo sempre battuti in prima persona e della
quale diamo atto sia alla vecchia Amministrazione Comunale che l'ha
avviata e sia alla nuova che l'ha portata a termine.
Naturalmente si tratta solo di un primo passo in direzione del miglioramento della qualità della vita in Città attraverso una mobilità sempre più sana, efficiente e rispettosa.
Il secondo passo del tutto ovvio è la realizzazione delle piste ciclabili per incentivare ulteriormente l'uso di questi mezzi in una cornice di maggiore sicurezza. (PUOI ADERIRE ALL'APPELLO QUI SOTTO)
Non ci stancheremo mai di ripetere che il progetto sulla migliore vivibilità nei centri urbani dev'essere generale, coerente ed omogeneo. Se
andiamo verso una mobilità sempre meno nociva, caotica e stressante
allora dobbiamo disincentivare e ridurre tutto ciò che è nocivo, caotico
e stressante cominciando dall'uso indiscriminato dell'automobile. Se usiamo meno la macchina facciamo un gran bene non solo alla salute nostra ed a quella degli altri ma anche al nostro portafoglio e non avremmo certo bisogno di nuovi inutili parcheggi. Al loro posto cominciamo a fare qualche giardino pubblico in più.
L'uso della bicicletta è un piacere individuale che diventa beneficio collettivo e condividerne l'utilizzo può accrescere il senso di comunità. Per questo invitiamo tutte le persone ad avvicinarsi senza indugi a questo mezzo di trasporto sano e pratico e soprattutto ad averne il massimo rispetto. Possiamo
dirci fiduciosi perchè è già evidente il successo dell'iniziativa e ci
aspettiamo che l'Amministrazione Comunale farà di tutto per potenziare
questo percorso virtuoso.
Franco Mastrangelo
OSSERVAZIONI AL SERVIZIO DI BIKE SHARING.
Cominciano a giungerci alcune segnalazioni e suggerimenti
riguardo il servizio che riportiamo all'attenzione dell'Amministrazione
Comunale dalla quale ci aspettiamo risposte ma soprattutto fatti
concreti:
- PENSILINE DI PROTEZIONE: sono indispensabili. Tenere le biciclette così esposte alle intemperie significa portarle ad un rapido deterioramento. Non possiamo pretendere giustamente dagli altri rispetto per questi mezzi e poi essere i primi che ne trascurano l'integrità;
- PISTE CICLABILI: sono il naturale complemento di questo servizio sia per motivi di sicurezzza nella circolazione e sia nella prospettiva di decongestionamento dal traffico veicolare motorizzato nocivo ed invasivo;
- SPECCHIETTI RETROVISORI: aiutano la sicurezza;
APPELLO PER LE PISTE CICLABILI
Ci facciamo portavoce delle tante persone che ci contattano sull’argomento
conoscendo la nostra sensibilità in materia per RIVOLGERE UN APPELLO AL
SINDACO PUPILLO PERCHE’ LA SUA AMMINISTRAZIONE SI ADOPERI SUBITO PER LA
CREAZIONE A BREVE DI NUOVE PISTE CICLABILI ALL’INTERNO DELL’AREA URBANA DI
LANCIANO soprattutto dopo l'avvio del servizio di bike-sharing, così da poterne usufruire in sempre maggiore sicurezza.
MUOVERSI IN BICICLETTA: ANCHE QUESTA E’ LOTTA ALL’INQUINAMENTO.
10 novembre 2011
Un merito indiscutibile di Nuovo Senso Civico è quello di battersi non
“contro”, qualcosa o qualcuno, ma in difesa di un bene universale e
irrinunciabile quale la SALUTE. Salute non è altro che sinonimo di VITA,
uno dei termini più abusati nei discorsi pubblici e privati e che poi
all’atto pratico il più delle volte viene spudoratamente violato ed
offeso.
Difendere
la salute (la vita) significa anche combattere l’inquinamento,
anch’esso sinonimo ma di morte, grazie ai suoi velenosi lasciti di
malattie, tumori e via degenerando.
Nell’ambito
dell’inquinamento possiamo distinguere due livelli distinti ma alleati
nell’opera di distruzione: quello delle grandi strutture (raffinerie,
pozzi e piattaforme di estrazione, centrali a biomasse, industrie
chimiche, inceneritori, discariche, mega-elettrodotti, ecc) e quello che
potremmo definire quotidiano, quasi (tristemente) familiare.Si va dalle
onde elettromagnetiche alle coperture in amianto, dall’alimentazione
chimica all’abuso di medicinali e sostanze nocive, dalle caldaie alle
automobili. E’ su queste ultime che focalizzerò la mia attenzione in
quanto fenomeno più invasivo e diffuso.
Chi
si è avvicinato negli anni a NSC così come agli altri movimenti e
gruppi che si sono mobilitati, lo ha fatto soprattutto per opporsi allo
scellerato progetto di stravolgere la nostra regione con grandi opere
molto redditizie per pochissimi e devastanti per tutto il resto della
popolazione. E a questo livello ognuno ha fatto ciò che poteva:
manifestazioni, raccolta di firme, diffusione di informazioni, tentativi
di convincimento. Un lavoro certo impegnativo ma saltuario, periodico,
occasionale.
Al
secondo livello c’è invece l’opportunità di attivarsi quotidianamente
per un impegno che definire tale è forse eccessivo. Assistiamo ormai ad
un uso indiscriminato ed insensato di un mezzo che, nato come ipotetica
promessa di libertà ed emancipazione, si è trasformato nella nostra
camicia di forza, sottraendoci salute, tempo e spazi vivibili (le
macchine parcheggiate perennemente davanti agli splendidi rosoni della
chiesa di Santa Maria Maggiore sono una ferita sempre aperta). Le
polveri sottili in uscita dai tubi di scappamento sono tra i più subdoli
e feroci killer in circolazione, il micidiale aerosol quotidiano che
siamo costretti ad inalare senza eccezioni, dai neonati in su.
Ma un’alternativa immediata c’è ed è praticabile da quasi tutti ed in quasi tutte le circostanze: la bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano
per i piccoli e medi spostamenti urbani. Muoversi in bici fa bene a sé
stessi per i benefici dell’attività fisica moderata e per la riduzione
dello stress (quello della ricerca di parcheggio in primis) e agli altri
evitando di aggiungere ulteriori fattori di inquinamento ai già tanti
in circolazione. E se ci pensate bene rappresenta un sollievo anche per
le tasche, vista la rapina dei costi del carburante.
A questo punto sento alzarsi le prime obiezioni risentite.
“Non ho tempo da perdere per andare in bici!”
. Invece il tempo (e la pazienza) li perdi proprio nelle code e nella
ricerca di un posto utile e non multabile e spesso gli stessi tempi di
percorrenza nel breve sono più lunghi con le quattro ruote.
“Sì ma in bici respiro ancora di più i gas di scarico e rischio di finire travolto!”:
Questo può essere vero ma finchè non scardiniamo questo meccanismo non
riusciremo mai a creare quel circolo virtuoso per cui si moltiplicano i
“convertiti” e si innesca un
positivo fenomeno imitativo. E non potremo mai pretendere dalle
istituzioni le piste ciclabili se siamo in quattro gatti a pedalare
abitualmente.
“In bici ci vanno i poveracci, io mi vergogno!”: E
qui scatta un deficit culturale gigantesco: per i benefici collettivi
che ne derivano spostarsi in bici possiamo coinsiderarla un’attività
“nobile” e se vi capita di andare in tante città tradizionalemnte
abituate a quest’uso vedrete pedalare anche persone molto eleganti e
distinte, palesemente lontane da una condizione di indigenza!
Per
il momento chiudo qui con una nota certamente triste ma che deve darci
la spinta per uno scatto di reponsabilità. Ognuno di noi ha potuto
verificare negli ultimi anni più o meno direttamente e dolorosamente il
diffondersi di malattie spesso mortali anche tra i giovani. Tutto questo
non è casuale e non è un castigo di Dio: è un castigo degli uomini, di
quello che hanno creato ma soprattutto distrutto. E sono solo gli uomini
che possono salvarsi cambiando i propri atteggiamenti e le abitudini,
dimostrando nei fatti il rispetto per il primo valore da cui tutto
discende: la VITA.
Franco M. Mastrangelo
MENO PARCHEGGI PER TUTTI, PER LA SALUTE DI TUTTI (a proposito del monitoraggio del traffico a Lanciano)
18 febbraio 2012
Alcuni
anni fa l’allora Sindaco di Londra Ken
Livingston decise la costruzione nella capitale britannica del più alto
grattacielo d’Europa, lo “Shard of glass”,
310 metri
e 87 piani di cristallo, che sarà ultimato prima delle Olimpiadi ed ospiterà
numerosi uffici amministrativi, tra i quali le Poste. Il progetto fu affidato
ad un’eccellenza italiana nel mondo, l’architetto
Renzo Piano, il quale chiese al Primo Cittadino:
“Quanti posti auto volete?”
“Tra gli otto e i dodici”, fu la risposta del Sindaco che si è sempre battuto per
scoraggiare l’uso dell’auto privata da parte dei londinesi. E così chi dovrà
recarsi in questo avveniristico edificio potrà farlo solo a piedi, in bici o
utilizzando l’efficiente e diffusa rete di trasporto pubblico.
Ecco un bell’esempio da
seguire.
Lo
ricordo a proposito del monitoraggio del traffico in corso in questi giorni a Lanciano che sta dando i
suoi primi sconfortanti ma previsti risultati: solo in via per Fossacesia ogni
giorno transitano circa 20.000 (ventimila!) macchine, una follia.
L’Italia
è dopo gli Stati Uniti la nazione con il più alto rapporto di auto per abitante
con la differenza che in America hanno territori sconfinati a disposizione
mentre noi viviamo stretti stretti in un territorio molto accidentato con le
più alte densità di popolazione al mondo e con splendide città medioevali o
rinascimentali certamente non a misura di automobile, ridotte ad enormi garage
a cielo aperto. Lanciano non sfugge a questa deriva ed anche ad occhio nudo,
senza bisogno di particolari studi, è evidente il delirio di un uso smodato,
inutile e arrogante delle quattro ruote.
Già
in un mio precedente intervento su queste pagine (vedi http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=1454122590274611807#editor/target=post;postID=3457447944332909803
) avevo evidenziato la metamorfosi negativa di questo mezzo di trasporto nato come promessa
di libertà di movimento ed emancipazione e diventato presto la nostra camicia
di forza quotidiana che ci sottrae tempo, spazi e soprattutto salute.
Tutti
gli studi scientifici concordano nell’individuare le polveri sottili e tutte le
sostanze in libera uscita dai tubi di scappamento come i principali e più
diffusi fattori di inquinamento ambientale, veri killer per la salute di tutti
a cominciare dai soggetti più deboli.
Le
città italiane, Milano in testa, sono da anni prime in classifica in Europa per
lo sforamento dei limiti di inquinamento da polveri sottili: un recente studio
dell’Università di Milano ha documentato che se il capoluogo e tutta la
Lombardia rispettassero le norme UE sull’inquinamento atmosferico si avrebbero ogni
anno 93 decessi in meno in città e 173 in regione, guadagnando tutti un anno nell’aspettativa
di vita.
Sono
convinto, ahimè, che anche Lanciano, se avesse un controllo permanente, si
posizionerebbe ai vertici di questa triste graduatoria. D’altronde il mai troppo
citato biomonitoraggio condotto dal Mario Negri Sud nel 2010, con i suoi
pessimi risultati per la qualità dell’aria nella nostra zona, la dice lunga
sull’argomento.
Ebbene
è il momento di scelte che ormai non è
più il caso di definire coraggiose ma “doverose”. Mi rivolgo al Sindaco
Mario Pupillo ed a tutta l’Amministrazione Comunale di Lanciano che con lungimiranza
sta cercando di avere tutti gli elementi a disposizione per decidere il da farsi, incrociando
giustamente i dati del traffico con quelli dell’aria. Mi rivolgo anche agli
esponenti di tutti i partiti e movimenti presenti in Consiglio Comunale, siano
essi al governo oppure all’opposizione.
La parola d’ordine dev’essere disincentivare
l’uso dell’automobile
attraverso soluzioni alternative praticabili e sperimentate che già hanno
adottato con successo in buona parte del mondo, dalle metropoli alle cittadine
più piccole. Si tratta di potenziamento e fruibilità del trasporto pubblico, di
piste ciclabili e pedonalizzazioni, di “car-sharing”
e “bike-sharing”, di scelte energetiche
rispettose dell’ambiente, di incentivi anche economici alla mobilità ad impatto
zero, ecc., ecc.: basta farsi un giretto virtuale su Internet per rendersi
conto di quante soluzioni sono adottabili. E poi c’è tutta un’operazione
culturale da fare per rendere evidente che i poveracci sono quelli che vagano
da soli in macchina senza meta e non certo chi pedala o va a piedi.
La scelta peggiore,
controproducente e antistorica, sarebbe quella di fare altri parcheggi: si andrebbero ad ingolfare ulteriormente
spazi che non hanno più spazio e ad avvelenare sempre di più chi è già
avvelenato.
Il
principale compito di ogni Sindaco, lo ripeteremo fino alla nausea da queste
colonne, è quello di difendere la salute dei propri concittadini. Ecco, è il
momento di dimostrarlo.
Restiamo
in attesa di tutti i risultati dei test in svolgimanto ma con la consapevolezza
che la strada da seguire è già segnata da tempo ed è quella di ridurre progressivamente tutte le fonti di
inquinamento.
Le
scelte giuste, anche se inizialmente impopolari, con l’evidenza dei benefici
nel tempo portano in dote a coloro che le hanno fatte un punto d’onore
incancellabile.
Franco
Mastrangelo
AGGIORNAMENTO DEL 26 AGOSTO 2012 AL POST:
Siccome l'argomento sta suscitando un certo dibattito, mi preme fare qualche ulteriore annotazione:
AGGIORNAMENTO DEL 26 AGOSTO 2012 AL POST:
Siccome l'argomento sta suscitando un certo dibattito, mi preme fare qualche ulteriore annotazione:
- Dal punto di vista sanitario: appena un paio di mesi fa l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha certificato in maniera definitiva i sicuri effetti cancerogeni delle emissioni dei gas dalle automobili (vedi precedente post del 12/7/2012). Tutti i più prestigiosi studi scientifici nazionali e internazionali concordano nel ritenere le polveri sottili e ultrasottili in libera uscita dai tubi di scappamento i principali fattori killer che inquinano le nostre città;
- Dal punto di vista economico: mantenere un automobile in rapporto all'uso che se ne fa, tra costo pazzesco dei carburanti, delle assicurazioni e dei costi di gestione, è diventato per moltissimi totalmente anti-economico. Quindi anche da questo versante sarebbe più opportuno rivolgersi e pretendere forme di mobilità alternativa che già sono ampiamente utilizzate in tutto il mondo e che trattano meglio sia la persona che l'ambiente circostante;
- Dal punto di vista dei risultati di determinate scelte: fare più parcheggi non risolve il problema perchè anzi si ottiene l'"effetto armadio". Se il tuo armadio scoppia di vestiti è del tutto inefficace comprarne un altro che, in breve, anch'esso si riempirà di nuovo, ma la scelta migliore è svuotare quello vecchio di tutto quanto è inutile e saperlo poi gestire con oculatezza. I parcheggi già presenti in città, se razionalizzati e accompagnati da altre scelte in materia di mobilità, sono più che sufficienti ed anzi, se si sceglieranno percorsi sani e virtuosi, in futuro saranno perfino superflui.
fm
A PROPOSITO DI TRAFFICO: LA BICI DI UMBERTO VERONESI
9 maggio 2012
Già avevo scritto sugli sconfinati vantaggi individuali,
collettivi e ambientali dell’uso della bicicletta come mezzo di trasporto
quotidiano (vedi: http://nuovosensocivico.blogspot.it/2011/11/diritto-alla-salute.html ).
Sono ormai innumerevoli le voci che si alzano in favore di
questo straordinario marchingegno, ma qui di seguito mi piace riportare cosa ne
pensa un’autorevole personalità italiana (nonché instancabile “pedalatore” di
lungo corso) che risponde al nome di Umberto Veronesi.
In un periodo in cui l’Amministrazione Comunale di Lanciano
sta preparando il futuro “Piano Generale del Traffico Urbano” (per il
quale Nuovo Senso Civico presenterà le proprie osservazioni), suggeriamo a
tutti gli addetti ai lavori di prestare molta attenzione alle parole dell’illustre
oncologo:
“LA BICI? FA BENE. PAROLA DEI MEDICI DI STRASBURGO
Cito un’iniziativa inedita lanciata a Strasburgo, in
Francia: da settembre prossimo i medici curanti potranno rilasciare ai loro
pazienti una “ricetta” molto particolare, che non prescrive pillole, ma un po’
di sano movimento in bicicletta. Con questa prescrizione in mano, potranno
ottenere gratuitamente l’uso delle “biciclette municipali”, che ormai sono
una realtà anche in molte città italiane: nate per dare una mano a
risolvere i problemi del traffico e per favorire i pendolari che lasciano
l’auto a casa e prendono il treno, queste bici acquistano adesso una
valenza in più, quella di contribuire alla salute.
Il ciclismo non competitivo, esercizio di tipo aerobico che
implica un’attività moderata e utilizza ossigeno per fornire l’energia
necessaria alla contrazione dei muscoli, è il metodo ideale per eliminare il
grasso corporeo nelle persone che normalmente fanno poco movimento, e a
Strasburgo vogliono lanciarlo come un vero e proprio ausilio sanitario, che
il Sistema sanitario nazionale deve rimborsare. Non si può non essere
d’accordo, soprattutto se si pensa che viviamo in un mondo medicalizzato in cui
cresce la tendenza a tamponare con i farmaci gli effetti dannosi degli stili di
vita errati, mentre abbiamo a portata di mano i mezzi per ridurne il consumo, a
tutto vantaggio sia della salute dei pazienti, sia dei costi dell’assistenza
sanitaria.
Provate a immaginare: leggere su una ricetta medica che
vengono prescritti “due
chilometri al giorno in bicicletta. Velocità: quanto basta” potrà anche
essere il segnale di una cultura che cambia, e che sempre di più vede l’interesse
dei cittadini a un modo più sano di vivere.
Sarà un’istanza da prendere in considerazione in
molti ambiti, e le idee non mancano. Fervono nuove proposte soprattutto nel campo
dell’architettura, per la progettazione di quartieri dove gli spazi per gli
sport sono totalmente integrati nel processo costruttivo.
Il punto di arrivo di questo percorso è una “welfare
community”, una comunità che si prende cura della personale salute in tutte le
età della vita: dall’idea che nelle scuole lo sport debba avere una cadenza
quotidiana alle biciclette gratuite, per l’appunto. Sulle quali anche i nonni possono
rinnovare la gioia salutare di una vita più attiva.”
(Umberto Veronesi, dalla rubrica “La nostra salute” su OGGI
del 2/5/2012)
Pedalate, gente, pedalate...
Franco Mastrangelo
L'O.M.S.: LE AUTO DIESEL PROVOCANO SICURAMENTE IL CANCRO. ORA PIU' CHE MAI OCCORRE UNA RIFLESSIONE SERIA SUL TRAFFICO DA PARTE DI TUTTI, AMMINISTRATORI PUBBLICI E SEMPLICI CITTADINI.
12 luglio 2012
Abbiamo trattato più volte l’argomento perché il nostro principale obiettivo è la DIFESA DELLA SALUTE di tutte le persone e quindi necessariamente dell’habitat nel quale vivono. Alla fine di questo post rimandiamo a tutti gli interventi precedenti in materia, comprese le nostre “Osservazioni al Piano del Traffico” che il Comune di Lanciano sta facendo redigere e del quale per la verità da un po’ di tempo a questa parte si sono perse le tracce.
Le recenti conclusioni dell’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) sui motori a gasolio rappresentano un’ultimo, autorevolissimo spunto per riprendere la riflessione sul traffico veicolare soprattutto urbano e sulla necessità ormai improrogabile di giungere in tempi rapidi ad una sua drastica riduzione. Il Centro Internazionale di Ricerca sul cancro dell’O.M.S. ha stabilito con certezza che i gas di scappamento dei motori diesel contribuiscono allo sviluppo del cancro del polmone e, con ogni probabilità, di quello alla vescica, attraverso le emissioni soprattutto del particolato fine (le polveri sottili) e del monossido di azoto. Naturalmente anche sui mezzi a benzina il discorso è molto simile ed ampiamente documentato.
Negli anni si è quindi passati dal precedente stadio di “probabile cancerogeno” a quello di “sicuro cancerogeno”. Ecco il problema principale che tra gli altri si è evidenziato in maniera clamorosa con l’amianto: quando si raggiunge la certezza scientifica dei danni irreversibili di una sostanza (dopo 20, 30 anni di studi) la devastazione è già completa e ci sono pochissime possibilità di porvi rimedio. I morti sono già stati sepolti e i responsabili se ne sono già andati lontano con le tasche piene e la coscienza sporca.
E’ lo stesso discorso che ripetiamo incessantemente per altri tipi di interventi (raffinerie di petrolio e gas, impianti estrattivi, centrali a biomasse, turbogas, rigassificatori, inceneritori, discariche, ecc. ecc.): PREVENIRE E’ LA FORMA PIU’ EFFICACE DI AUTOTUTELA QUANDO C’E’ IL RAGIONEVOLE DUBBIO DELLA NOCIVITA’ DI DETERMINATE SCELTE. E’ il ben noto “principio di precauzione”, sancito dalla Comunità Europea e recepito dallo Sato Italiano che deve rappresentare un diritto irrinunciabile di ogni Comunità in difesa del proprio benessere ed al quale ogni amministratore pubblico è in dovere di ricorrere proprio in difesa di tutti i cittadini che rappresenta.
Le città grandi e piccole sono state trasformate nei decenni in gigantesche autorimesse a misura di macchina e non di uomo. Non si può più andare avanti così sommando gli effetti inquinanti uno sull’altro. Ma nel caso del trasporto privato, oltre alle richieste da fare ai Sindaci ed agli amministratori pubblici per rendere più sani e vivibili i nostri centri abitati, c’è la possibilità per ognuno di noi, in qualità di automobilista, di scegliere una graduale riduzione dell’uso spesso eccessivo ed inutile del mezzo privato a vantaggio di altre scelte di mobilità meno nocive ed impattanti. Ricordiamo che sempre l’O.M.S. ha stabilito scientificamente la correlazione tra abbassamento dei livelli di polveri sottili nell’aria e l’aumento della speranza di vita delle persone.
Cos’altro possiamo aggiungere?
Possiamo aggiungere che le scelte individuali virtuose, sempre possibili senza alibi, possono e devono essere incentivate dai comportamenti altrettanto virtuosi degli Amministratori pubblici. A Lanciano abbiamo la fortuna che sia il Sindaco Mario Pupillo che l’Assessore all’Ambiente Evandro Tascione sono due rispettabili e competenti medici che sanno quindi attribuire alla salute quel primario valore che le spetta. Siamo pertanto sicuri che sia attraverso il “Piano del traffico” che attraverso tutte le altre scelte che riguardano la salvaguardia del benessere dei propri concittadini sapranno attingere a tutti i risultati ed alle innumerevoli proposte avanzate al riguardo, di cui anche noi di Nuovo Senso Civico ci siamo fatti portatori,
Sono aspettative che non possono andare deluse perché in gioco c’è la VITA.
Franco MastrangeloAPPELLO AL SINDACO: E' L'ORA DELLE PISTE CICLABILI
29 agosto 2012
Ci
facciamo portavoce delle tante persone che ci contattano sull’argomento
conoscendo la nostra sensibilità in materia per RIVOLGERE UN APPELLO AL SINDACO
PUPILLO PERCHE’ LA
SUA AMMINISTRAZIONE SI ADOPERI
SUBITO PER LA
CREAZIONE A BREVE DI NUOVE PISTE CICLABILI ALL’INTERNO
DELL’AREA URBANA DI LANCIANO.
D’altronde
si tratterebbe solo di mettere in pratica una sensibilità già manifestata in
campagna elettorale dall’allora candidato Mario Pupillo che nel suo programma
auspicava il “Collegamento con il parco della Costa dei Trabocchi con una
pista ciclopedonale sul tracciato ferroviario Lanciano-San Vito”. Adesso, il Parco purtroppo non c’è ancora
grazie al boiccottaggio miope, emerso e sotterraneo, di tanti politici non
all’altezza del loro ruolo, ma possiamo accontentarci per il momento di qualche
altro percorso all’interno della Città.
Di
fronte alla consueta risposta pubblica sulla mancanza di risorse diciamo subito
che si tratta di un’operazione dai costi molto contenuti se realizzata in certi termini, specialmente se
confrontata alle centinaia di migliaia di euro che già si stanno spendendo in
questi giorni per alcune opere dagli oneri sempre in lievitazione oppure
rispetto ai costi delle rotatorie stradali
che si intendono realizzare (che oscillano da 500 mila fino al
milione e mezzo di euro ognuna) ed ai parcheggi auto annunciati dall’Assessore Di
Naccio (fonte “Il Centro” del 24 agosto 2012):
- 1 milione e 100mila euro per il parcheggio di via dei Funai (100 posti auto di cui 50 “liberi”);
- 700mila euro per il parcheggio a Sant’Egidio (120/150 posti auto);
- 1 milione e 200mila euro per l’area del Diocleziano (26 posti pullman + 60 posti auto);
Presumendo
l’ipotesi assai irrealistica che i costi finali restino quelli dichiarati
all’inizio, abbiamo una spesa di 3 milioni di euro ( quasi 6 miliardi di lire
per i nostalgici) per 230 posti auto: se tutto va bene oltre 13mila euro per
automobile (più di 25 milioni di lire, sempre per i nostalgici).
Ci
sembra insomma che quando si vuole i soldi escono fuori anche per lavori
evidentemente onerosi e, diciamo noi, spesso dai risultati che non giustificano
l’enorme esborso.
Oltretutto,
come vedremo in seguito, è questa una strada ormai superata dai fatti e dalla
storia, controproducente e nociva che porterebbe ad un ulteriore
congestionamento della città e ad un netto peggioramento della qualità della
vità e della salute di chi vi abita o vi trascorre parte del suo tempo (turisti
compresi).
Vogliamo
qui ricordare che i recenti monitoraggi sia dell’aria che del traffico (con il
delirio di decine di migliaia di auto e pullman in entrata e in transito
quotidianamente nell’area urbana di Lanciano) hanno dato risultati molto
preoccupanti sui quali è la stessa legge che impone di intervenire per
migliorare la qualità dell’aria, considerato anche l’effetto cumulo degli
altri fattori inquinanti quali impianti di riscaldamento, centrali a biomasse e
biogas della zona, aree industriali, discariche, ecc.
E’ evidente a tutti come negli
ultimi mesi sia aumentato enormemente anche a Lanciano il numero di persone che
utilizza la bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano, vuoi per una maggiore consapevolezza, vuoi per la
crisi che rende quasi insostenibili i costi del mantenimento di un’autovettura,
vuoi per aver provato il piacere e la facilità di movimento con le due ruote a
pedali.
Un’Amministrazione
che tiene al benessere ed alla qualità della vita dei suoi cittadini si
adopererebbe in tutti i modi per incentivare il più possibile l’utilizzo di
questo mezzo, scoraggiando nel contempo altre forme di mobilità nocive per la
salute personale, dell’ambiente e del portafoglio.
Una
pista ciclabile “low cost” viene a costare circa 20mila euro per Km. e
anche meno se ci si limita allo stretto indispensabile: con i soldi dei
parcheggi auto ne potremmo realizzare 150 km., ma naturalmente si può dare un segnale forte e chiaro all’intera
comunità cominciando gradualmente dal centro e dalle strade in pianura, trovando
le soluzioni per liberare gli spazi e adibirli al passaggio delle bici. Attualmente
molte strade vengono ristrette dal doppio senso di marcia e dal parcheggio
laterale per i veicoli creando disagi e pericoli per il transito delle
biciclette. Cominciamo a ragionare e lavorare su queste: l’importante è che ci
sia la lungimiranza e la volontà politica per farlo. A Pescara è uno spettacolo
vedere quanta gente circola in bici sulle piste del lungomare!
Bando
alle chiacchere: SE SI VUOLE, SI PUO’!
Caro Sindaco, è l’ora delle scelte: non
faccia Dottor Pupillo e Mister Hyde. Si ricordi soprattutto della sua
apprezzata identità di medico.
Gli sviluppi scientifici, sanitari
ed economici mondiali dicono a tutti, soprattutto agli amministratori pubblici
eletti dal popolo, che bisogna liberare il più possibile le città dal traffico
veicolare motorizzato per ragioni di salute, di vivibilità e di costi sia
sociali che economici.
L’Organizzazione
Mondiale della Sanità non più di due mesi fa ha certificato in maniera
definitiva i sicuri effetti cancerogeni delle emissioni dei gas dalle
automobili e tutti i più autorevoli studi scientifici internazionali
concordano nel ritenere le polveri sottili ed ultrasottili in libera uscita dai
tubi di scappamento i principali fattori killer che inquinano il nostro habitat
e causano gravi malattie, spesso mortali.
Dal
punto di vista economico Il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha
certificato nei giorni scorsi l’aumento pazzesco dei costi di mantenimento
di un’automobile successivi all’acquisto, che in 20 anni sono più che
raddoppiati: +170% per i carburanti, +128% per manutenzione ordinaria, +202%
per l’assicurazione RCA, +198% per i pedaggi autostradali. Una follia.
Alla
luce di tutto questo è chiaro che bisogna
prendere una strada completamente diversa favorendo forme di mobilità
alternative e meno, se non per niente, dannose: esistono miriadi di
possibilità e di modelli concreati relizzati in Italia e nel mondo. Perché Lanciano
non dev’essere parte di questi esempi virtuosi che attirano ammirazione e
visibilità ovunque?
Puntare
ancora sui parcheggi auto significa aggravare e non risolvere il problema.
E’
il classico “effetto armadio”: se il tuo armadio
scoppia di vestiti è del tutto inefficace comprarne un altro che, in breve,
anch'esso si riempirà di nuovo, ma la scelta migliore sarà svuotare quello
vecchio di tutto quanto è inutile e saperlo poi gestire con oculatezza. I
parcheggi già presenti in città, se razionalizzati e accompagnati da altre
scelte in materia di mobilità, sono più che sufficienti ed anzi, se si
sceglieranno percorsi sani e virtuosi, in futuro saranno perfino superflui.
In conclusione
l’importante è come sempre avere un progetto coerente, sapere dove si vuole
portare la Città e in che modo per renderla sempre più vivibile, salubre e
motivo di attrazione generale, cosa che porterà sicuri benefici anche dal punto
di vista economico.
Siamo sicuri,
caro Sindaco, che la sua sensibilità e la sua nota passione per la bicicletta non
ci deluderanno ed al più presto renderà un favore a tutti i suoi concittadini
incentivandoli al piacere ed al benessere di una bella e sicura pedalata quotidiana.
Franco Mastrangelo – NUOVO SENSO CIVICO Lanciano
Per aderire all’appello e dargli maggiore forza invitiamo tutti a
mandare un’e-mail all’indirizzo francomnsc@email.it
indicando nome, cognome e luogo di residenza e scrivendo "ADERISCO" ed a diffondere il più possibile
questa iniziativa.
VENERDI' 21 A LANCIANO UNA BELLA INIZIATIVA PER PROMUOVERE L'USO DELLA BICICLETTA
19 settembre 2012
Qualcosa
si muove alla ricerca di una nuova e più sana mobilità in città,
sperando che Sindaco e Amministratori pubblici di Lanciano se ne
accorgano e ne tengano in debito conto per le scelte future.
Qui
di seguito pubblichiamo il testo ufficiale redatto dai lodevoli
organizzatori della manifestazione (Le vie del commercio e FIAB
Pescarabici) alla quale aderisce e collabora Nuovo Senso Civico che nell'occasione continuerà a raccogliere le firme per la richiesta di piste ciclabili nella nostra Città.
Ricordiamo che questo
appello, che ha già avuto diverse decine di adesioni, può essere
sottoscritto anche inviando una e-mail all'indirizzo francomnsc@email.it
scrivendo "ADERISCO" e indicando nome, cognome e luogo di residenza.
Buona pedalata a tutti!
COMUNICATO
Volontari
del Consorzio Le Vie del Commercio e dell’Associazione Nuovo Senso Civico
istituiranno
un check-point all'incrocio
di Via
De
Crecchio con C.so Trento e Trieste,
finalizzato a monitorare gli
utilizzatori
di biciclette in città.
Saremo
pronti ad intercettarli, e offrire loro dei piccoli gadgets, nonchè
Un
buon caffè da sorseggiare presso Pannamore.
In
cambio invitiamo alla compilazione di un
questionario
relativo all'uso della bicicletta.
Non
tutti sanno che siamo nel pieno della " Settimana europea della mobilità
sostenibile"
Tutte
le città dovrebbero aderire presentando dei progetti relativi ad
essa,
e
le amministrazioni dovrebbero invogliare i propri cittadini a lasciare l'auto
a
casa, se possibile, magari mettendo in campo soluzioni
alternative.
Noi
cerchiamo di diffondere un appello che venga raccolto almeno per questa
giornata
di
VENERDI
21 settembre, mattina nella quale,
tra
le 7.30 e le 9.30,
speriamo di
vedervi
in tanti recarsi al lavoro o a scuola sul mezzo a pedali.
Speriamo
che possa essere l'occasione per sperimentare forme di mobilità
diverse
dal motorino o l'automobile, incontrando altri ciclisti, abituali e
non.
Probabilmente
le biciclette in circolazione saranno diverse centinaia, e i
dati
che raccoglieremo attraverso il questionario, potranno essere utili per
relazionare
al Comune anche sulle difficoltà che deve affrontare chi si
muove
in bici in città.
Nuovo
Senso Civico continuerà nella raccolta di adesioni per sollecitare
la
realizzazione di piste e corsie ciclabili a Lanciano
"IL
CICLISTA URBANO A LANCIANO", sarà il protagonista
dell'appuntamento,
realizzato
anche con la preziose collaborazione dell’ ASD FIAB PESCARABICI,
che
ci precede di un giorno nella manifestazione, il DAY BY(KE) DAY
di
giovedi
20 settembre.
UNA PARTENZA POSITIVA IN BICI CON UN MESSAGGIO FORTE E CHIARO: SE SI VUOLE, SI PUO'
21 settembre 2012
L'iniziativa di questa mattina a Lanciano per promuovere l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano
è stata un avvio molto positivo per un'opera di sensibilizzazione che
non è facile e non sarà certo breve, ma che già sta dando delle
indicazioni molto confortanti.
Vanno
ringraziati innanzitutto i promotori del Consorzio "Le vie del
commercio", in particolare nelle persone di Raffaele Angelucci e degli
altri 7 esercenti che credono fermamente in quest'idea e già mettono a
disposizione dei loro visitatori delle belle biciclette per muoversi in
città.
Un
grazie poi alle parecchie decine di persone che, in poco più di due ore
di prima mattina, sono transitate in bicicletta o hanno firmato l'appello proposto da Nuovo Senso Civico per la realizzazione di una rete di piste ciclabili a Lanciano, all'interno di un'idea innovativa per i nostri luoghi di una mobilità più fluida, razionale e soprattutto sana.
Per
questo obiettivo Nuovo Senso Civico si batte da molto tempo ed ha
collaborato con entusiasmo per il buon esito della giornata: occorre
ricreare una Città a dimensione umana, decongestionata dal traffico
motorizzato ladro di spazi e dispensatore di inquinamento e malattie,
resa ancor più vivibile, civile e attraente da scelte alternative di mobilità che ormai, dati sanitari alla mano, non sono più facoltative ma doverose.
Concludo
citando un SMS che mi ha inviato qualche mese fa mia figlia Cristina,
sperando che possa servire da monito per i cittadini di ogni età e
soprattutto per gli amministratori pubblici che hanno il dovere di tradurre in atti concreti queste legittime istanze di cui alla fine beneficieranno tutti, pedalatori e no:
"Ore 10.50, Bologna, 2 gradi: quasi novantenne priva anche di cappello, corre in bicicletta. Questa sì che è vita!"
Insomma, se si vuole, si può!
Insomma, se si vuole, si può!
Franco Mastrangelo
ELOGIO DELLA BICICLETTA
19 aprile 2013
Mentre a Lanciano restiamo in paziente e fiduciosa attesa dell'avvio delle piste ciclabili e del servizio di bike-sharing e mentre qualche "mente illuminata"(!?) dell'Amministrazione Comunale propone la riapertura di Corso Trento e Trieste alle automobili (come se in Viale Cappuccini i commercianti facessero affari d'oro...) vogliamo sottoporvi una notizia che viene dall'Estremo Oriente, così, tanto per darci un respiro internazionale e mostrare in che auspicabile direzione va il mondo.
Ah, un'ultima annotazione per chi si ostina ancora a proporre nuovi parcheggi: fatevi un giro a qualsiasi ora per la Città e avrete la sorpresa di vedere centinaia di posti vuoti.
Se poi però avete particolari urgenze potete sempre fare richiesta per
una bella "elisuperficie" (si dice così?) che, come abbiamo visto, non
si nega a nessuno.
Ecco qui di seguito l'articolo di Silvio Piersanti da "Il Venerdì di Repubblica":
"CONSEGNARE COI FURGONI COSTA: I GIAPPONESI LO FANNO IN BICI"
L'ordine
era: ridurre le spese, incrementare i guadagni, accelerare le consegne,
salvaguardare l'ambiente, migliorare l'immagine dell'azienda. La Ecolhai Co., una delle più grandi ditte di trasporti di Tokyo (circa trenta milioni di abitanti) non è stata a pensarci su e, con una sola mossa, ha raggiunto tutti gli obiettivi.
Ha lasciato in garage metà dei suoi automezzi, impossibili da
parcheggiare in centro durante le consegne senza incappare in
pesantissime multe, e ha acquistato 150 biciclette.
Le
migliaia di pacchi e pacchetti da consegnare ogni giorno, inclusi
sabato e domenica, sono stati puntualmente recapitati da
fattorini-pedalatori capaci di portare ciascuno 150 chili di merce a 15
chilometri all'ora. Per trasportare il peso, ogni bici è stata dotata di
un traino consistente in un carrello a due ruote con contenitori
perfettamente impermeabili. E le biciclette sono "electrically
assisted", ossia fornite di batterie che consentono un'agile pedalata
anche a pieno carico.
Non
più furgoni bloccati dagli ingorghi, niente multe per divieto di sosta,
possibilità di arrivare con il mezzo esattamente davanti al luogo di
consegna, lodi dai media e dall'opinione pubblica per gli aspetti
ecologici dell'iniziativa, meno patenti di guida, meno assicurazioni. Vantaggi che hanno permesso di abbassare le tariffe delle consegne di circa il 50 per cento.
Una
bici elettrica con carrello costa 230 mila yen (circa duemila euro) e
gli affari sono cresciuti del 50 per cento in un anno. ha spiegato la dirigente Yui Kurihara, .
E la febbre verde si è rilevata contagiosa: anche le ditte concorrenti
hanno cominciato a usare bici con batterie a energia solare.
Come potete constatare, quindi, non solo benefici ambientali ma corposi vantaggi economici.
Per la bicicletta non ci sono controindicazioni: sarà questa il Sol dell'avvenire?
Franco Mastrangelo - NSC
P.S.: un amico mi segnala che, senza spostarsi dall'altra parte del globo, anche a Milano esiste una cosa del genere.
Qui di seguito il comunicato stampa dal sito "Milano Today" che ne illustra le caratteristiche:
Nella primavera del 2012 Milanbike e i suoi corrieri in bicicletta hanno avviato il loro servizio di consegne a domicilio. Non soltanto corrispondenza, plichi e buste ma anche cassette di frutta e verdura, vino, pacchi di carta intestata per le aziende, pannelli pubblicitari, medicinali, spesa del supermercato, buoni pasto, giocattoli e cosmetici.
Con Milanbike la cosiddetta mobilità sostenibile non è più soltanto uno sterile esercizio teorico, ma viene messa in pratica dalle aziende maggiormente votate al rispetto dell'ambiente diventando partners di Milanbike, mantenendo anche un occhio di riguardo al portafoglio. Tutto questo ha iniziato a muoversi per le strade di Milano su carrellini rimorchio trainati da biciclette blu. Questo è l'inconfondibile "marchio di fabbrica" delle consegne fatte da Milanbike. In sella una ragazza o un ragazzo intorno ai 25 anni, di cultura universitaria, consapevole di fare un lavoro che, oltre a sposare la propria passione per la bicicletta, promuove un'innovativa modalità di consegna delle merci in città, a tutto beneficio della qualità dell'aria e della salute di tutti. Il loro sorriso è la consapevolezza di fare una cosa giusta.
I ciclisti di Milanbike consegnano attualmente circa 300 cassette di frutta e verdura alla settimana nelle case dei milanesi e riforniscono di vino diversi ristoranti ed enoteche. Grazie a Milanbike ogni giorno circolano mediamente un furgone ed due scooter inquinanti in meno, ma potrebbero essere molti di più. Iniziative come quella di Milanbike dovrebbero essere incentivate, in quanto rappresentano un segnale di possibile inversione di tendenza e di riorganizzazione degli stili di vita, a beneficio della salute e della qualità della vita in città, in un momento di crisi economica che deve rappresentare l'occasione per rivedere l'attuale organizzazione degli spostamenti in città, introdotta nel secolo scorso con il boom del petrolio e delle industrie automobilistiche. La persistente crisi dell'industria dell'auto, incapace di sviluppare soluzioni di trasporto innovative ed eco-friendly a prezzi competitivi e i continui rialzi del prezzo dei carburanti, rappresentano i sintomi cronici di un'era destinata al definitivo tramonto. Per maggiori dettagli ed informazioni www.milanbike.it.
DEDICATO AGLI AMANTI DEL TRAFFICO: ASCOLTATE ALMENO LA SCIENZA. (CON UN APPELLO AGLI AMMINISTRATORI PER IL PGTU)
Tumori al polmone, c'è la prova:
Secondo uno studio europeo l'Italia è il paese più inquinato tra i 9 coinvolti nella ricerca. Il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte nei Paesi industrializzati
Roma, 10 luglio 2013 - Uno studio europeo che ha coinvolto i ricercatori dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha dimostrato una stretta relazione tra inquinamento atmosferico e rischio di tumori al polmone. Tra i 9 paesi europei coinvolti l'Italia è risultato il paese più inquinato. Lo studio è stato pubblicato su Lancet Oncology ed è stato realizzato su oltre 300.000 persone. E' servito a dimostrare che più alta è la concentrazione di inquinanti nell'aria e maggiore è il rischio di sviluppare un tumore al polmone. E' inoltre emerso che i centri italiani monitorati hanno la più alta presenza di inquinanti.
DETTAGLI DELLO STUDIO - Allo studio hanno collaborato 36 centri europei, oltre 50 ricercatori. Ha contribuito un gruppo di ricerca dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Lo studio pubblicato su Lancet Oncology fa parte del progetto europeo ESCAPE (European Study of Cohortes for Air Pollution Effects), che si propone l'obiettivo di studiare gli effetti a lungo termine dell'inquinamento atmosferico in Europa sulla salute dei cittadini.
Il lavoro ha riguardato 17 coorti per un totale di 312.944 persone di età compresa tra i 43 e i 73 anni, uomini e donne provenienti dai seguenti paesi europei: Svezia, Norvegia, Danimarca, Olanda, Regno Unito, Austria, Spagna, Grecia e Italia. In Italia le città interessate sono state Torino, Roma, Varese. Le persone sono state reclutate negli anni '90 e sono state osservate per un periodo di circa 13 anni successivi al reclutamento, registrando per ciascuno gli spostamenti dal luogo di residenza iniziale. Del campione monitorato hanno sviluppato un cancro al polmone 2.095 individui. I casi di tumore sono stati poi analizzati in relazione all'esposizione all'inquinamento atmosferico nelle rispettive zone di residenza. E' stato misurato in particolare l'inquinamento dovuto alle polveri sottili tossiche presenti nell'aria (particolato PM 10 e PM 2.5) dovute in gran parte alle emissioni di motori a scoppio, impianti di riscaldamento, attività industriali. Lo studio ha permesso di concludere che per ogni incremento di 10 microgrammi di PM 10 per metro cubo presenti nell'aria aumenta il rischio di tumore al polmone di circa il 22%. Tale percentuale sale al 51% per una particolare tipologia di tumore, l'adenocarcinoma. Questo e' l'unico tumore che si sviluppa in un significativo numero di non fumatori lasciando quindi più spazio a cause non legate al fumo da sigaretta di espletare il loro effetto cancerogeno.
Inoltre si è visto che se nell'arco del periodo di osservazione un individuo non si è mai spostato dal luogo di residenza iniziale, dove si è registrato l'elevato tasso di inquinamento, il rischio di tumore al polmone raddoppia e triplica quello di adenocarcinoma.
NORMATIVE DELL'UE - Le attuali normative della Comunità europea in vigore dal 2010 stabiliscono che il particolato presente nell'aria deve mantenersi al di sotto dei 40 microgrammi per metro cubo per i PM 10 e al di sotto dei 20 microgrammi per i PM 2.5. Questo studio, tuttavia, dimostra che anche rimanendo al di sotto di questi limiti, non si esclude del tutto il rischio di tumore al polmone, essendo l'effetto presente anche al di sotto di tali valori.
ITALIA - Dalla misurazione delle polveri sottili l'Italia è risultato essere tra i paesi europei più inquinati, infatti, in città come Torino e Roma sono stati rilevati in media rispettivamente 46 e 36 microgrammi al metro cubo di inquinanti PM 10 in confronto a una media europea decisamente più bassa (ad esempio a Oxford 16, a Copenaghen, 17). Il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte nei Paesi industrializzati. Solo in Italia nel 2010 si sono registrati 31.051 nuovi casi. Da solo rappresenta circa il 20% di tutte le morti per tumore nel nostro Paese. Un italiano su cinque (20%) dichiara di avere problemi respiratori favoriti dal peggioramento della qualità dell'aria che si è verificato negli ultimi 10 anni secondo l'81% della popolazione nazionale. E' quanto emerge da un'analisi della Coldiretti sui dati Eurobarometro del 2013, in riferimento allo studio europeo pubblicato su Lancet Oncology.
SOLUZIONI - "Sul piano dei trasporti si pone dunque l'esigenza di avvicinare le zone di produzione a quelle di consumo favorendo ad esempio - sostiene la Coldiretti - nell'alimentare il consumo di prodotti locali a chilometri zero che non devono percorrere lunghe distanze prima di giungere sulle tavole. E' stato calcolato che - precisa la Coldiretti - un chilo di albicocche australiane viaggiano per oltre sedicimila km, bruciano 9,4 chili di petrolio e liberano 29,3chili di anidride carbonica, un chilo di ciliegie dal Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l'emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, mentre un chilo di mirtilli dall'Argentina deve volare per più di 11mila chilometri con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica attraverso il trasporto con mezzi aerei. Tra le soluzioni indicate dagli italiani per ridurre lo smog si segnala quello dello sviluppo delle energie rinnovabili indicate dal 77% della popolazione mentre solo l'11% degli italiani - conclude la Coldiretti - si dice favorevole al nucleare
P.S.: un amico mi segnala che, senza spostarsi dall'altra parte del globo, anche a Milano esiste una cosa del genere.
Qui di seguito il comunicato stampa dal sito "Milano Today" che ne illustra le caratteristiche:
Nella primavera del 2012 Milanbike e i suoi corrieri in bicicletta hanno avviato il loro servizio di consegne a domicilio. Non soltanto corrispondenza, plichi e buste ma anche cassette di frutta e verdura, vino, pacchi di carta intestata per le aziende, pannelli pubblicitari, medicinali, spesa del supermercato, buoni pasto, giocattoli e cosmetici.
Con Milanbike la cosiddetta mobilità sostenibile non è più soltanto uno sterile esercizio teorico, ma viene messa in pratica dalle aziende maggiormente votate al rispetto dell'ambiente diventando partners di Milanbike, mantenendo anche un occhio di riguardo al portafoglio. Tutto questo ha iniziato a muoversi per le strade di Milano su carrellini rimorchio trainati da biciclette blu. Questo è l'inconfondibile "marchio di fabbrica" delle consegne fatte da Milanbike. In sella una ragazza o un ragazzo intorno ai 25 anni, di cultura universitaria, consapevole di fare un lavoro che, oltre a sposare la propria passione per la bicicletta, promuove un'innovativa modalità di consegna delle merci in città, a tutto beneficio della qualità dell'aria e della salute di tutti. Il loro sorriso è la consapevolezza di fare una cosa giusta.
I ciclisti di Milanbike consegnano attualmente circa 300 cassette di frutta e verdura alla settimana nelle case dei milanesi e riforniscono di vino diversi ristoranti ed enoteche. Grazie a Milanbike ogni giorno circolano mediamente un furgone ed due scooter inquinanti in meno, ma potrebbero essere molti di più. Iniziative come quella di Milanbike dovrebbero essere incentivate, in quanto rappresentano un segnale di possibile inversione di tendenza e di riorganizzazione degli stili di vita, a beneficio della salute e della qualità della vita in città, in un momento di crisi economica che deve rappresentare l'occasione per rivedere l'attuale organizzazione degli spostamenti in città, introdotta nel secolo scorso con il boom del petrolio e delle industrie automobilistiche. La persistente crisi dell'industria dell'auto, incapace di sviluppare soluzioni di trasporto innovative ed eco-friendly a prezzi competitivi e i continui rialzi del prezzo dei carburanti, rappresentano i sintomi cronici di un'era destinata al definitivo tramonto. Per maggiori dettagli ed informazioni www.milanbike.it.
DEDICATO AGLI AMANTI DEL TRAFFICO: ASCOLTATE ALMENO LA SCIENZA. (CON UN APPELLO AGLI AMMINISTRATORI PER IL PGTU)
12 luglio 2013
Una delle più autorevoli riviste scientifiche internazionali "Lancet Oncology" ha pubblicato uno studio in cui ancora una volta viene dimostrata la stretta consequenzialità tra inquinamento atmosferico e sviluppo di malattie tumorali spesso mortali.
Tra i 9 paesi coinvolti nella ricerca l'Italia risulta essere il più inquinato e non è un caso che sia anche quello ai vertici in Europa nel numero di automobili rispetto agli abitanti (61 veicoli ogni 100) e addirittura al 6° posto assoluto nel mondo (dati della Divisione Statistica delle Nazioni Unite riferiti al 2010): una vera follia se consideriamo anche la nostra conformazione geografica e urbanistica.
Naturalmente non c'è solo il traffico motorizzato ma anche le emissioni industriali, gli impianti di riscaldamento, gli inceneritori e le centrali a biomasse, ecc., ecc., ma questo rappresenta la prima fonte di inquinamento delle aree urbane ed è quindi fondamentale affrontarlo con decisione.
Dopo gli svariati avvertimenti dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che abbiamo puntualmente riportato su queste pagine, lo studio di LANCET è un ulteriore grido di allarme rivolto soprattutto a chi ha il potere di decidere ed intervenire attraverso politiche non più rinviabili di drastica riduzione delle fonti di inquinamento, cominciando dalla mobilità urbana.
A livello locale non possono non tenerne conto i nostri Amministratori che sono alle prese con la definitiva approvazione del "Piano Generale del Traffico Urbano" (potete visionare QUI le "Osservazioni" di NSC). Non ci stancheremo mai di ripetere che, a cominciare dal Sindaco, è un loro obbligo difendere la salute ed il benessere collettivo dei loro concittadini senza farsi influenzare da fuorvianti e deleteri interessi di parte.
Il PGTU riguarda l'organizzazione della vita quotidiana di tutti i cittadini, non è solo uno strumento per smaltire la circolazione delle automobili. Per questo ci saremmo aspettati il coinvolgimento di tutti gli Assessorati, compreso quello a cui sono affidate le politiche sociali, perchè siano difesi i diritti soprattutto delle fasce più deboli.
L'appello accorato a tutti gli Amministratori, Sindaco, Assessori e Consiglieri di maggioranza e di opposizione, è che non sprechino un'occasione storica di questo genere per migliorare la vita dell'intera Comunità.
Franco Mastrangelo
Qui di seguito pubblichiamo da "QN- Quotidiano Nazionale" un articolo sullo studio di Lancet Oncology":
Tumori al polmone, c'è la prova:
sono collegati all'inquinamento
Secondo uno studio europeo l'Italia è il paese più inquinato tra i 9 coinvolti nella ricerca. Il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte nei Paesi industrializzatiDETTAGLI DELLO STUDIO - Allo studio hanno collaborato 36 centri europei, oltre 50 ricercatori. Ha contribuito un gruppo di ricerca dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Lo studio pubblicato su Lancet Oncology fa parte del progetto europeo ESCAPE (European Study of Cohortes for Air Pollution Effects), che si propone l'obiettivo di studiare gli effetti a lungo termine dell'inquinamento atmosferico in Europa sulla salute dei cittadini.
Il lavoro ha riguardato 17 coorti per un totale di 312.944 persone di età compresa tra i 43 e i 73 anni, uomini e donne provenienti dai seguenti paesi europei: Svezia, Norvegia, Danimarca, Olanda, Regno Unito, Austria, Spagna, Grecia e Italia. In Italia le città interessate sono state Torino, Roma, Varese. Le persone sono state reclutate negli anni '90 e sono state osservate per un periodo di circa 13 anni successivi al reclutamento, registrando per ciascuno gli spostamenti dal luogo di residenza iniziale. Del campione monitorato hanno sviluppato un cancro al polmone 2.095 individui. I casi di tumore sono stati poi analizzati in relazione all'esposizione all'inquinamento atmosferico nelle rispettive zone di residenza. E' stato misurato in particolare l'inquinamento dovuto alle polveri sottili tossiche presenti nell'aria (particolato PM 10 e PM 2.5) dovute in gran parte alle emissioni di motori a scoppio, impianti di riscaldamento, attività industriali. Lo studio ha permesso di concludere che per ogni incremento di 10 microgrammi di PM 10 per metro cubo presenti nell'aria aumenta il rischio di tumore al polmone di circa il 22%. Tale percentuale sale al 51% per una particolare tipologia di tumore, l'adenocarcinoma. Questo e' l'unico tumore che si sviluppa in un significativo numero di non fumatori lasciando quindi più spazio a cause non legate al fumo da sigaretta di espletare il loro effetto cancerogeno.
Inoltre si è visto che se nell'arco del periodo di osservazione un individuo non si è mai spostato dal luogo di residenza iniziale, dove si è registrato l'elevato tasso di inquinamento, il rischio di tumore al polmone raddoppia e triplica quello di adenocarcinoma.
NORMATIVE DELL'UE - Le attuali normative della Comunità europea in vigore dal 2010 stabiliscono che il particolato presente nell'aria deve mantenersi al di sotto dei 40 microgrammi per metro cubo per i PM 10 e al di sotto dei 20 microgrammi per i PM 2.5. Questo studio, tuttavia, dimostra che anche rimanendo al di sotto di questi limiti, non si esclude del tutto il rischio di tumore al polmone, essendo l'effetto presente anche al di sotto di tali valori.
ITALIA - Dalla misurazione delle polveri sottili l'Italia è risultato essere tra i paesi europei più inquinati, infatti, in città come Torino e Roma sono stati rilevati in media rispettivamente 46 e 36 microgrammi al metro cubo di inquinanti PM 10 in confronto a una media europea decisamente più bassa (ad esempio a Oxford 16, a Copenaghen, 17). Il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte nei Paesi industrializzati. Solo in Italia nel 2010 si sono registrati 31.051 nuovi casi. Da solo rappresenta circa il 20% di tutte le morti per tumore nel nostro Paese. Un italiano su cinque (20%) dichiara di avere problemi respiratori favoriti dal peggioramento della qualità dell'aria che si è verificato negli ultimi 10 anni secondo l'81% della popolazione nazionale. E' quanto emerge da un'analisi della Coldiretti sui dati Eurobarometro del 2013, in riferimento allo studio europeo pubblicato su Lancet Oncology.
SOLUZIONI - "Sul piano dei trasporti si pone dunque l'esigenza di avvicinare le zone di produzione a quelle di consumo favorendo ad esempio - sostiene la Coldiretti - nell'alimentare il consumo di prodotti locali a chilometri zero che non devono percorrere lunghe distanze prima di giungere sulle tavole. E' stato calcolato che - precisa la Coldiretti - un chilo di albicocche australiane viaggiano per oltre sedicimila km, bruciano 9,4 chili di petrolio e liberano 29,3chili di anidride carbonica, un chilo di ciliegie dal Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l'emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, mentre un chilo di mirtilli dall'Argentina deve volare per più di 11mila chilometri con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica attraverso il trasporto con mezzi aerei. Tra le soluzioni indicate dagli italiani per ridurre lo smog si segnala quello dello sviluppo delle energie rinnovabili indicate dal 77% della popolazione mentre solo l'11% degli italiani - conclude la Coldiretti - si dice favorevole al nucleare
LA SUPREMAZIA DELL'AUTO NON ESISTE: QUESTO DEVONO CAPIRE I NOSTRI AMMINISTRATORI
(29 settembre 2013)
Con l'aumento della circolazione di biciclette in Città, grazie anche al successo trainante del servizio di bike-sharing,
è cresciuta in parallelo l'insofferenza degli automobilisti nei
confronti di chi pedala, considerato un intralcio. La preoccupante
conseguenza è il ripetersi quasi quotidiano di incidenti e investimenti
spesso gravi.
E' una situazione che va risolta presto per il bene di tutti e per la quale faremo più sotto delle proposte concrete.
Ne consegue che chi va in auto provoca un danno diretto alle persone ed all'ambiente sotto forma di inquinamento (da polveri sottili ed altre sostanze varie), ingolfa e spesso deturpa spazi che non sono adatti alle auto (vedi la vergogna delle vetture parcheggiate perennemente davanti ai meravigliosi rosoni di Santa Maria Maggiore), provoca rumori ed atteggiamenti aggressivi e rappresenta molto spesso un pericolo derivante da una guida incosciente (col telefonino o la sigaretta in mano e molte volte con entrambi contemporaneamente, senza cintura e via di questo passo).
Al contrario chi va in bici o a piedi rende un beneficio all'intera Comunità perchè non inquina e quindi non compromette la salute degli altri, non ingombra gli spazi urbani, ha generalmente un atteggiamento più rilassato e socievole e avvantaggia gli stessi automobilisti perchè libera posti auto e parcheggi evitando personalmente l'uso della macchina.
Intendiamoci, nessuno vuole criminalizzare l'automobilista. Io stesso lo sono, come la maggior parte dei ciclisti urbani, essendo costretto per motivi di lavoro ad utilizzare le quattro ruote. Però quando non c'è questa necessità inevitabile ne faccio volentieri a meno, con tutti i vantaggi conseguenti non solo per la collettività ma anche personali in termini di salute, praticità, relax e perfino economici, visti i costi ormai insopportabili dell'acquisto e del mantenimento di un'autovettura. Assistiamo invece quotidianamente ad un uso smodato ed inutile del mezzo da parte di moltissime persone.
E nonostante tutto questo accade che i primi vengono premiati con tutte le attenzioni (anche perchè rappresentano una bella vacca da mungere con tasse, bolli, pedaggi e accise varie) mentre i secondi passano sistematicamente in secondo piano.
E' giunto il momento di dirlo con tutta la chiarezza possibile: non esiste alcuna supremazia dell'auto, specie negli spazi urbani, e questo se lo devono mettere bene in testa i nostri Amministratori. Per quali motivi ha più diritto a circolare nel migliore dei modi in Città un'automobile rispetto ad un portatore di handicap? Perchè il primo riflesso è quello di chiedere nuovi parcheggi invece di nuovi marciapiedi o piste ciclabili?
Torniamo a chiarire la questione dei parcheggi: quasi sempre fare nuovi parcheggi significa aggravare e non risolvere il problema perchè si incentiva l'aumento del traffico andando oltretutto ad appesantire le casse pubbliche (finanziate dalle tasse di tutti i contribuenti) con la spesa di milioni di euro per pochi posti.
Al contrario, incentivando l'uso di mezzi alternativi virtuosi quali appunto la bici o la camminata a piedi, quelle persone che vi faranno ricorso lasciando l'auto a casa libereranno i parcheggi che già esistono e quindi senza alcun costo aggiuntivo saranno immediatamente disponibili i posti per chi ne ha davvero bisogno. Convincere mille persone a spostarsi in città rinunciando alle quattro ruote significa creare subito centinaia di spazi liberi e migliorare complessivamente la qualità della vita di tutti.
Non è un'impresa difficile, se vediamo in pochi mesi quante persone hanno fatto questa scelta, incentivando tra l'altro il mercato delle bici elettriche e tradizionali sulla scia del servizio delle bici condivise. E chi l'ha provato si è reso immediatamente conto di tutti i vantaggi che ciò comporta.
Adesso gli Amministratori Comunali tutti devono fare la loro parte se vogliono davvero bene ai loro concittadini.
Così come hanno trovato in passato o nel presente finanziamenti milionari per rotatorie, parcheggi e strade, si diano da fare per trovare fondi per le piste ciclabili ed i percorsi pedonali che costano enormemente meno.
E comunque per avere effetti positivi immediati adottino subito tutti quegli interventi che si possono fare a costo quasi zero: ad esempio decongestionino le strade dal traffico veicolare rendendole più sicure per chi pedala con l'adozione dei sensi unici previsti nel "Piano del traffico", potenzino il bike-sharing con altre biciclette e soprattutto le proteggano con le pensiline, altrimenti la stagione invernale rischia di distruggerle.
Come spesso accade i cambiamenti delle abitudini creano malumori nella Cittadinanza, ma l'arma vincente dell'Amministratore che crede in quel che fa e che deve avere una visione di lungo periodo è il risultato nel tempo che dimostrerà i vantaggi collettivi in termini di migliore mobilità, minori costi pubblici e privati e soprattutto in benefici evidenti per la salute ed il benessere.
Crediamo che su questi argomenti si possa instaurare un dibattito civile ed alla luce del sole, senza fomentare inutili e deviati risentimenti: la forza delle buone ragioni non ha paura di confrontarsi con nessuno.
Franco Mastrangelo - Nuovo Senso Civico
La vergogna di Santa Maria Maggiore assediata dalle auto |
ANCHE LA CONSULTA PER L'AMBIENTE DI LANCIANO CHIEDE PISTE CICLABILI E MOBILITA' PULITA E ALTERNATIVA
16 ottobre 2013
Anche la Consulta per l'Ambiente di Lanciano si
è espressa in favore di una mobilità urbana più sana, ordinata e civile
chiedendo agli Amministratori della nostra Città che nel "Piano del
traffico" di prossima adozione venga data la priorità alla realizzazione delle piste ciclabili e dei percorsi pedonali.
Ma la cosa importante è che nell'attesa di tali interventi che possono richiedere tempo e denari non sempre disponibili si
chiede l'adozione anche in via sperimentale di soluzioni immediate a
costo quasi zero come la liberazione di spazio nelle strade dai veicoli a
motore con i sensi unici che renderebbero la mobilità alternativa più
sicura e attraente.
Non
possiamo che essere soddisfatti per una proposta alla quale abbiamo
dato tutto il nostro sostegno e per una prospettiva di Città più
vivibile e bella che resta uno dei nostri obiettivi prioritari.
Siamo
sicuri che i nostri Amministratori sapranno cogliere al meglio
un'occasione tanto importante per il benessere e la qualità della vita
dei loro concittadini.
Ecco qui di seguito il documento della Consulta sottoscritto dai componenti delle seguenti organizzazioni:
- Ordine Dottori Agronomi e Dottori Forestali prov.di Chieti - Dott.Mario Di Pardo
- ISDE Medici per l’Ambiente - Dott. Lucio Zinni;
- Lions Club Lanciano - Dott. Viscardo Murri;
- Ecodem - Tommaso Sarchese;
- Nuovo Senso Civico - Franco Mastrangelo;
- CAST (Comitato Ambiente Salute e Territorio) - Antonella La Morgia;
- Fondazione Mario Negri Sud - Dott. Tommaso Pagliani;
- Collegio Periti Industriali della prov. di Chieti - Dott.p.i. Fausto Frattura;
- WWF Zona Frentana e Costa teatina - Ines Palena;
- Ordine dei Medici prov. di Chieti; Dott.ssa Valeria Pace
- Associazione “Lanciano in Comune” - Caludia Cimetta;
- Ordine Architetti prov. di Chieti - Arch. Adele Di Campli;
- Ordine Geologi Regione Abruzzo - Massimo Ranieri;
- Collegio Geometri Prov. di Chieti - Giuseppe Ciccocioppo.
Al
Sindaco di Lanciano Dott. Mario Pupillo
Al
Vice-Sindaco Pino Valente
Agli
Assessori Comunali
Ai
Consiglieri Comunali
PROPOSTA DELLA CONSULTA PER
L’AMBIENTE IN MERITO ALL’ADOZIONE DEL PIANO DEL TRAFFICO DEL COMUNE DI LANCIANO
Dopo
l’ultima riunione della Consulta per l’Ambiente di Lanciano nella quale tra i
punti all’o.d.g. vi era il “Piano Generale del Traffico Urbano” di prossima
adozione nella nostra Città, la Consulta stessa ha elaborato il seguente
documento chiedendo che sia posto all’attenzione di quanti dovranno decidere in
merito.
LA CONSULTA PER L’AMBIENTE DI
LANCIANO
PREMESSO
che l’obiettivo primario di
qualsiasi intervento all’interno dei centri urbani dev’essere quello di
decongestionarli dal traffico motorizzato che rappresenta la prima fonte di
inquinamento dell’ambiente e conseguentemente di gravi danni alla salute delle
persone;
CONSIDERATO
che tutte le forme di mobilità
sostenibile alternative all’automobile rappresentano un beneficio per l’intera
Comunità in termini non solo di salute e benessere ma anche di maggiore
disponibilità di spazi e di tempi;
VISTO
il notevole successo del servizio di
bike-sharing che ha spinto moltissime persone ad utilizzare la
bicicletta come sano mezzo di spostamento all’interno del perimetro urbano;
VERIFICATO
che l’inserimento di questo maggior
numero di biciclette all’interno di strade prive di piste ciclabili o percorsi
protetti ha provocato un preoccupante aumento dell’incidentalità e di
investimenti anche gravi;
in previsione della prossima
adozione del “Piano del Traffico Urbano”
LA CONSULTA PROPONE
CHE
siano realizzati in via
prioritaria le piste ciclabili ed i percorsi pedonali previsti all’interno
del “Piano del traffico” procedendo contestualmente all’abbattimento delle
barriere architettoniche;
CHE, in attesa di queste realizzazioni che potrebbero
avere tempi più lunghi, vengano adottate subito anche in forma sperimentale
tutte quelle soluzioni che possano favorire una riduzione del traffico ed una
più sicura circolazione delle biciclette come ad esempio l’adozione dei
sensi unici nelle principali arterie (intervento già previsto nel “Piano
del traffico”) delimitando con una linea rossa lo spazio riservato alle bici e
installando delle rastrelliere per la sosta nei punti di maggior
interesse (Municipio, Poste e uffici pubblici, scuole, Ospedale, punti di
incontro, ecc.).
Siamo
sicuri che i benefici sulla vivibilità generale che tali interventi
apporteranno sapranno superare tutti i malumori o le resistenze non sempre
fondate che cambiamenti importanti come questi comportano inevitabilmente.
Chiediamo
pertanto ai nostri Amministratori di essere coraggiosi e di lasciarsi guidare
soltanto dalla considerazione del bilancio finale positivo sulla qualità della
vita collettiva che tali scelte portano in dote.
Con
fiducia,
I COMPONENTI DELLA CONSULTA PER L’AMBIENTE DI
LANCIANO
Lanciano, 15 ottobre 2013
L'INQUINAMENTO UCCIDE: LO DEVONO TENERE BENE IN MENTE POLITICI ED AMMINISTRATORI QUANDO FANNO LE LORO SCELTE.
23 ottobre 2013
Ci sono due notizie recenti che rafforzano ulteriormente le nostre argomentazioni nelle battaglie contro l'inquinamento e in difesa della salute di tutti gli esseri viventi e dell'ambiente in cui vivono.
La prima, storica e di carattere scientifico internazionale, viene dalla IARC,
l'Agenzia per la ricerca sul cancro dell'Organizzazione Mondiale della
Sanità: un suo autorevolissimo studio ha certificato senza possibilità
di smentita che l'inquinamento atmosferico nel suo complesso è sicuramente cancerogeno per gli esseri umani.
La seconda, di carattere locale/nazionale, riguarda il sequestro di una centrale a biomasse a Cremona a causa dello stoccaggio abusivo nelle campagne adiacenti delle scorie tossiche e nocive prodotte dalla stessa.
Su
entrambe le notizie riporteremo qui sotto i resoconti più dettagliati.
Per il momento ci preme sottolineare lo stretto collegamento tra le due e
l'insegnamento che ne dovrebbero trarre tutti i politici e gli amministratori: le
decisioni che riguardano direttamente o indirettamente la salute delle
persone ed il loro benessere vanno sempre prese sulla base delle
conoscenze scientifiche più aggiornate. Per tutti coloro che hanno
incarichi istituzionali o posizioni da decisori non è ammessa
l'ignoranza di questi argomenti perchè con le loro scelte possono
determinare la vita o la morte dei loro concittadini.
Dice il Prof.Umberto Tirelli, Direttore del Dipartimento di oncologia medica dell'Istituto tumori di Aviano: “La classificazione dell’OMS che include l’inquinamento atmosferico come
cancerogeno è un passo importante anche per l’Italia a cui devono
seguire interventi immediati da parte delle nostre autorità
politico-sanitarie. Infatti, ci sono modi molto efficaci per ridurre
l’inquinamento atmosferico, per esempio riducendo significativamente il
traffico automobilistico nei centri delle città, impedendo la
costruzione di alloggi vicino alle autostrade o alle strade di grande
percorrenza, attivando piste ciclabili e pedonali e autobus ecologici
per disincentivare il traffico automobilistico, controllando il livello
di riscaldamento delle abitazioni e le emissioni industriali
inquinanti”.
Soprattutto
i Sindaci e gli Amministratori locali non possono agire in maniera
schizofrenica comportandosi a seconda delle circostanze come Dottor Jekyll o Mister Hyde ma devono avere bene in mente una strategia coerente ed omogenea di lungo periodo che determini tutte le loro scelte pubbliche.
Gli
Amministratori di Lanciano hanno un'ottima occasione per dimostrare
tutta la loro buona volontà in questo senso, attraverso le modalità e la
scelta delle priorità nell'adozione del "Piano del traffico": vogliamo
ricordare loro, come leggerete più sotto, che "i dati più recenti
indicano che nel 2010 almeno 223mila morti per cancro ai polmoni sono da
imputare all'inquinamento dell'aria. I maggiori imputati, spiegano
gli esperti che hanno condotto l'analisi, sono proprio le polveri
sottili e le sostanze che derivano dai mezzi di trasporto."
E non dimenticate mai che la difesa della vita è l'atto più nobile che esista.
Verdetto storico dello IARC (Oms): "Inquinamento e polveri sottili certificati come fattori cancerogeni"
Non solo l'inquinamento in generale ma anche le polveri sottili sono state dichiarate cancerogene per gli esseri umani, perché causano un aumento del rischio di tumore ai polmoni. “Ora non si può più indugiare, bisogna agire per ridurre una delle principali cause di morte”, fanno sapere dall'IARC, agenzia dell'Oms.
18 OTT - Ormai è ufficiale, quello che molti pensavano già da tempo: l'inquinamento atmosferico è cancerogeno per gli esseri umani. A definirlo così e catalogarlo nel “gruppo 1”, quello che contiene le sostanze più pericolose, è stata l'agenzia dell'Oms specializzata per il cancro, ovvero l'IARC (International Agency for Research on Cancer), a seguito di un'attenta revisione di tutta la letteratura scientifica sull'argomento. Allo stesso modo, insieme all'inquinamento in generale, anche il particolato atmosferico, ovvero le cosiddette polveri sottili – che sono una delle componenti che causano “cattiva aria” – è stato separatamente revisionato e dichiarato cancerogeno.Il motivo è semplice: dagli studi analizzati emerge in maniera chiara che sia l'inquinamento atmosferico che le piccole particelle che lo compongono aumentano il rischio di cancro ai polmoni, e in qualche caso anche alla vescica. E che, sebbene la composizione dell'aria inquinata cambi molto da luogo a luogo, questo problema è presente in qualche misura in tutte le regioni del mondo.
In altre parole, si tratta della sostanza cancerogena più diffusa al mondo. “L'aria che respiriamo si è riempita di diversi tipi di agenti che favoriscono l'insorgenza di tumori”, ha spiegato Kurt Straif, a capo della sezione dell'IARC dedicata alle monografie, che ha pubblicato l'ultima revisione della letteratura. “Oggi sappiamo che questo non solo un rischio generico per la salute, per quanto grande, ma è una delle principali cause ambientali della morte per cancro”. Le sorgenti principali sono infatti trasporti, centrali elettriche, emissioni industriali e agricole e anche riscaldamenti e cucine. Tuttavia, precisano gli esperti, alcuni agenti inquinanti hanno anche fonti naturali.
“Classificare l'inquinamento come carncerogeno per gli esseri umani è un passo molto importante”, ha sotttolineato Christopher Wild, direttore IARC. “Ci sono metodi per ridurlo e, data la scala dell'esposizione, che colpisce tutto il mondo, la decisione dell'Oms dovrebbe dare un chiaro segnale alla comunità internazionale affinché agisca senza ulteriori indugi”.
18 ottobre 2013
Perché questo verdetto è così importante?
18 OTT - Quando si dice che molte delle sostanze che respiriamo in città e talvolta anche in campagna fanno male alla salute non si dice nulla di nuovo. Ma allora perché è così importante che l'Oms abbia classificato l'inquinamento atmosferico come cancerogeno? Il vero elemento di novità, probabilmente, è che per la prima volta non sono le singole sostanze ad essere classificate nel “gruppo 1”, quello delle più pericolose e sicuramente cancerogene, ma l'inquinamento in generale.
Nel passato, lo IARC Monographs Programme, la cosiddetta “enciclopedia dei cancerogeni” che ha pubblicato la revisione che ha portato a questa nuova storica classificazione, aveva già fornito evidenza che molte singole sostanze o mix di esse che si trovano nell'aria inquinata fossero causa dello sviluppo dei tumori. Tra queste il diesel esausto, solventi, metalli e polveri. Ma questa è la prima volta che l'inquinamento nella sua totalità è stato definito cancerogeno. “Il nostro obiettivo era quello di valutare l'aria che tutti respiriamo, invece che focalizzarci su elementi specifici”, ha spiegato Dana Loomis, che fa parte del programma. “E in questo senso i risultati puntano tutti nella stessa direzione: il rischio di ammalarsi di cancro ai polmoni è significativamente più alto nelle persone che sono esposte ad inquinamento ambientale”.
Già prima della nuova classificazione Oms si sapeva che l'inquinamento può causare un ampio spettro di malattie, a partire da quelle respiratorie per arrivare a quelle cardiache. Tuttavia, studi indicano che negli ultimi anni i livelli di esposizione sono incrementati significativamente, soprattutto nei paesi a più rapida industrializzazione con popolazioni molto numerose e questo ha avuto ripercussioni sui decessi per cancro: i dati più recenti indicano che che nel 2010 almeno 223 mila morti per cancro ai polmoni sono da imputare all'inquinamento dell'aria. I maggiori imputati, spiegano gli esperti che hanno condotto l'analisi, sono proprio le polveri sottili e le sostanze che derivano dai mezzi di trasporto. A dirlo oltre 1000 studi scientifici con ricercatori che provengono da cinque continenti, e che si basano su dati epidemiologici che riguardano milioni di persone che abitano Europa, Nord e Sud America, Asia.
18 ottobre 2013
Tratto dal sito QUOTIDIANOSANITA.IT: clicca su http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=17574
BIKE-SHARING ALLA DERIVA SOTTO LA NEVE: DOPO LE AUTO IN PIAZZA PLEBISCITO UN'ALTRA PAGINA NERA DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE
(29 novembre 2013)
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FOTO DAL SITO INFRENTANIA.IT CHE RINGRAZIAMO |
La breve esperienza del bike-sharing
a Lanciano volge malinconicamente al termine, sepolta dalla neve e
dalle intemperie di ogni tipo ma soprattutto dall'incuria
dell'amministrazione comunale.
Fin
dal giorno stesso della sua inaugurazione, nel maggio di quest'anno,
avevamo fatto una richiesta tanto logica da sembrare perfino superflua,
ossia quella di installare al più presto delle pensiline per offrire un minimo riparo ai mezzi nuovi di zecca:
OSSERVAZIONI AL SERVIZIO DI BIKE SHARING.
Cominciano a giungerci alcune segnalazioni e suggerimenti
riguardo il servizio che riportiamo all'attenzione dell'Amministrazione
Comunale dalla quale ci aspettiamo risposte ma soprattutto fatti
concreti:
- PENSILINE DI PROTEZIONE: sono indispensabili. Tenere le biciclette così esposte alle intemperie significa portarle ad un rapido deterioramento. Non possiamo pretendere giustamente dagli altri rispetto per questi mezzi e poi essere i primi che ne trascurano l'integrità;
- PISTE CICLABILI: sono il naturale complemento di questo servizio sia per motivi di sicurezzza nella circolazione e sia nella prospettiva di decongestionamento dal traffico veicolare motorizzato nocivo ed invasivo;
(LEGGI TUTTO CLICCANDO http://www.nuovosensocivico.blogspot.it/p/piste-ciclabili-lanciano.html ).
Possibile
che in 7 mesi, senza contare quelli precedenti all'installazione, non
siete stati capaci di metter su quattro pensiline?
Si
tratta di un costo talmente inaccessibile da preferire il sacrificio
dei mezzi che sono costati svariate migliaia di euro all'intera comunità
in senso ampio, anche se non fossero stati sborsati direttamente dalle
casse comunali?
Non
avete avuto tempo e autorevolezza per accordarvi con qualche sponsor
privato che le facesse al posto vostro con un ritorno d'immagine per
sè?
O forse questo era l'ultimo dei vostri pensieri e bike-sharing e piste ciclabili rappresentano solo l'alibi per fare bella figura nei discorsi pubblici?
A proposito di piste ciclabili, vi chiediamo solo di non prenderci più in giro: con il solito scudo del "non ci sono i soldi" rischiano di restare un miraggio per l'eternità.
E
allora, se davvero tenete ad una Città più bella e vivibile, cominciate
subito a liberare le strade dal traffico inutile, iniziate a
sperimentare i sensi unici, come vi chiedono da più parti (leggi QUI ) e ad adottare tutte quelle soluzioni che a costo zero o minimo possono favorire una mobilità più sana ed efficace.
Non permetteremo che la triste parabola del bike-sharing rappresenti il destino di un'intera Comunità.
NUOVO SENSO CIVICO
LA "NOTTE" DEL BIKE-SHARING
COMMENTI:
- PINO BOMBA ha commentato:
Guardate che vi sbagliate di grosso le biciclette alle casse comunali sono costate mille euro l'uno altro che niente. I contributi a fondo perduto sono stati spesi per gli impianti di rimessa e di ricarica batteria a questi soldi vanno aggiunti le migliaia di euro pagate da coloro i quali sono in possesso delle chiavi. L'amministrazione comunale pertanto ha acquistato le 90 bici spendendo qualcosa di più di 90 mila euro budget del comune dove devono essere sottratti le 1000 euro del ricavo degli abbonamenti ... Questo è quanto
A LANCIANO TUTTO FERMO SULLA MOBILITA' SANA E FUNZIONALE MENTRE LE AUTO CONTINUANO A SPADRONEGGIARE
(22 MARZO 2014)
scene di quotidiana e impunita inciviltà |
- mentre il tanto sbandierato "PGTU - Piano Generale del Traffico Urbano" sembra ormai morto e sepolto;
- mentre
le automobili continuano indisturbate ad essere parcheggiate davanti
agli scivoli ed ai monumenti storici, sui passaggi pedonali e negli
spazi riservati ai disabili;
Percorso pedonale di Santo Spirito
- mentre le biciclette del bike-sharing prendono polvere in qualche deposito perchè l'Amministrazione Comunale non è stata capace di mettere su quattro pensiline protettive;
- mentre all'orizzonte non si profila non dico una pista ciclabile ma neanche qualche senso unico in più per rendere più sicuri e a costo zero gli spostamenti in bici di chi la usa benemerito per muoversi in città senza inquinare;
- mentre
chi cerca di attraversare la strada dopo aver faticosamente individuato
le strisce pedonali in via di estinzione ringrazia l'autista che lo fa
passare senza ammazzarlo;
AAA STRISCE PEDONALI CERCASI (davanti all'Ospedale) AAA STRISCE PEDONALI CERCASI-2 (quartiere Santa Rita dove attraversare è quasi un suicidio) - mentre l'Amministrazione Comunale è tutta concentrata su progetti e studi di fattibilità per opere costosissime e di assai dubbia realizzazione quali rotatorie e parcheggi che, soprattutto questi ultimi, invece di risolvere il problema del traffico lo aggravano, come ampiamente dimostrato;
- mentre i soggetti più deboli ma titolari di pari diritti alla mobilità quali pedoni, portatori di handicap e ciclisti sono condannati a soccombere di fronte allo strapotere incentivato degli automobilisti;
- mentre madri e padri si ingorgano davanti alle scuole a motori accesi per riprendere i figli e avvelenarli un pò tutti;
Franco Mastrangelo
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Via Renzetti |
Via per Fossacesia nei pressi dell'Ospedale |
Corso Bandiera |
I DANNI DELL'IMMOBILISMO SULLA MOBILITA': APPELLO DI NSC E "CODICI" ALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI LANCIANO
(13 aprile 2014)
Inciviltà su 4 ruote |
CHIEDIAMO ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI LANCIANO DI
INTERVENIRE SUBITO SULLA MOBILITA’ IN DIFESA DELLA SICUREZZA E DELLA SALUTE DI
TUTTI I CITTADINI.
I recenti fatti di cronaca con le tragedie
sfiorate per l’investimento di un bambino davanti scuola nel quartiere Santa
Rita (vedi da "Il Centro" QUI ) e del presidente della Pro loco in Piazza Plebiscito riportano con urgenza
in primo piano un tema sul quale ci battiamo da sempre e che abbiamo trattato
l’ultima volta solo pochi giorni fa: IL RIPENSAMENTO GLOBALE DELLA MOBILITA’
ALL’INTERNO DELLA CITTA’ ED UNA NUOVA REGOLAMENTAZIONE DEI FLUSSI IN ENTRATA E
IN USCITA.
Non
è più sopportabile lo strapotere dell’auto privata a danno di chi si muove meritoriamente a piedi o in
bicicletta o di chi è costretto dalla propria disabilità ad utilizzare i più
diversi ausili per la
deambulazione. E’ solo da questo punto di vista poco
privilegiato che ci si rende pienamente conto di quanta inciviltà
contraddistingua il comportamento di tanti automobilisti: macchine parcheggiate
davanti agli scivoli o abusivamente negli spazi riservati ai portatori di
handicap, sulle strisce o sui percorsi pedonali, in doppia fila o con i motori
accesi davanti alle scuole. Guide distratte, noncuranti e pericolose mentre si
fuma o si messaggia con il telefonino e a volte facendo entrambe le cose
contemporaneamente.
Ma
purtroppo l’Amministrazione Comunale
invece di scoraggiare quest’uso eccessivo e improprio dell’automobile (i cui
costi economici sono tra l’altro diventati proibitivi) continua a considerarlo
prioritario, relegando in secondo piano le altre forme virtuose di spostamento. E così si continuano a progettare nuovi costosissimi
parcheggi che, com’è ormai riconosciuto a livello internazionale, invece di
risolvere il problema del traffico lo aggravano, mentre nel frattempo le
strisce pedonali sbiadiscono e scompaiono, le barriere architettoniche restano
insormontabili, le bici del bike-sharing vengono offerte per essere
scaraventate indifese nel vortice pericoloso del traffico e qualcuno infine ha
la spudoratezza anti-storica di chiedere la riapertura del Corso alle auto.
Non
possiamo più permetterci di aspettare i grandi progetti, i piani o i
mega-investimenti dall’assai dubbia sostenibilità finanziaria, dall’altrettanto
incerta realizzazione e dai tempi troppo lunghi. L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DEVE
INTERVENIRE SUBITO CON PROVVEDIMENTI INCISIVI E DAI BASSI COSTI UTILIZZANDO
CIO’ CHE HA GIA’ A DISPOSIZIONE.
Proviamo
a dare qualche modesto suggerimento:
- Trasformazione graduale delle strade in sensi unici in modo da liberare spazio per il transito più sicuro delle biciclette, incentivandone così l’utilizzo generalizzato. Se mille persone scelgono di prendere la bici come mezzo di trasporto principale avremo non solo aria più pulita per tutti, spazi meno ingombrati, bellezze artistiche meno sfigurate e riduzione del rumore, ma anche mille posti auto in più subito disponibili per chi ne ha davvero necessità o viene da fuori;
- Aumento conseguente di mezzi e postazioni di bike-sharing che usufruiranno di una circolazione più agevolata e meno rischiosa;
- Incentivi per chi acquista una bicicletta e dimostra di utrilizzarla abitualmente per i propri spostamenti urbani, per andare al lavoro o a scuola. Stesso discorso per chi sceglie di andare a piedi;
- Potenziamento dell’uso dei mezzi pubblici già esistenti attraverso incentivi, sconti e campagne promozionali;
- Estensione delle aree pedonali interdette al transito motorizzato e dei percorsi pedonali protetti;
- Installazione di un semaforo pedonale all’imbocco dal quartiere Santa Rita su via per Treglio (di fianco alla cava) dove attraversare è quasi un suicidio e ripristino di analogo dispositivo all’incrocio con via per Fossacesia;
- Rifacimento di tutte le strisce pedonali in Città evidenziandone la presenza e monitorandone continuamente il mantenimento della piena visibilità;
- Abbattimento progressivo delle innumerevoli barriere architettoniche esistenti che impediscono ai disabili di esercitare il pari diritto a muoversi liberamente negli spazi pubblici;
- Creazione di zone protette attorno alle scuole negli orari di entrata ed uscita utilizzando anche personale volontario di sorveglianza;
- Intensificazione dei controlli sulle auto per scoraggiare e punire comportamenti irregolari e pericolosi e tolleranza zero per chi intralcia ed occupa spazi riservati ai portatori di handicap;
- Attivazione di parcheggi di scambio mezzo privato/mezzo pubblico in spazi adiacenti al centro già esistenti (zone industriali, centri commerciali, ecc.) anche attraverso accordi con soggetti privati.
Sono
solo alcune idee, a cui se ne possono aggiungere tante altre, che hanno il
merito di essere immediatamente praticate senza grandi costi e che dimostrerebbero la volontà dell’Aministrazione
Comunale di migliorare sensibilmente vivibilità e qualità della vita della
propria Comunità.
Una
drastica riduzione del traffico veicolare oltre che salvaguardare la salute
pubblica grazie al minore inquinamento e far risparmiare tanti soldi,
favorirebbe anche chi ha davvero la necessità di utilizzare il mezzo privato
favorendo lo scorrimento e aumentando la disponibilità di parcheggi.
I
gravi incidenti di questi giorni sono un avvertimento che non può essere
sottovalutato se non si vuole correre il rischio di pagarne tutte le
conseguenze per esiti ancora peggiori che nessuno si augura ma che si deve fare
in modo con tutti i mezzi a disposizione che non accadano mai.
Franco
Mastrangelo – NUOVO SENSO CIVICO
Mario
Ciccocioppo – CODICI Centro per i diritti del Cittadino
AAA strisce pedonali cercasi...:
Dal quartiere Santa Rita al centro a piedi, missione impossibile:
AAA strisce pedonali cercasi...:
Dal quartiere Santa Rita al centro a piedi, missione impossibile: