Sulla pista ciclopedonale di Via del Mare regna una
grande confusione, soprattutto nell’opinione pubblica locale perché non si ha
un’idea precisa di quale sarà il progetto definitivo realizzato e i suoi conseguenti
benefici. Quest’incertezza diffusa porta alla circolazione delle voci più
disparate, spesso del tutto prive di fondamento.
Per questo, senza la pretesa di dettare l’agenda a nessuno,
ci permettiamo di dare alcuni suggerimenti costruttivi affinché non si perda
questa possibilità di una svolta epocale verso un percorso di netto miglioramento
della vivibilità all’interno di Lanciano.
Sono consigli che vengono da chi si muove
quotidianamente in bici o a piedi e che quindi ha una percezione immediata di
quali siano le problematiche da affrontare. Guardate che siamo in tanti, anche
se ovviamente meno visibili e molto meno ingombranti (ma di certo meno dannosi).
E’ solo l’inizio, dobbiamo ricordarcelo sempre, ma
come dicono i saggi di tutte le età chi
ben comincia è a metà dell’opra.
Partiamo dal presupposto che incentivare la mobilità
sostenibile e alternativa a quella motorizzata è l’unica strada realistica
percorribile se vogliamo salvare le sorti collettive.
Il recente inquietante rapporto dell’Agenzia Europea
per l’Ambiente certifica che in Europa le polveri sottili che inquinano l’aria,
con tutto il loro carico di sostanze pericolose e cancerogene, uccidono ogni
anno 467mila persone. L’Italia, come spesso accade, è ai vertici di questa
triste classifica con 66.630 decessi per le polveri ultrasottili PM 2,5, 21.040
morti per il biossido di azoto e 3.380 per l’ozono.
L’imputato principale, parliamoci chiaramente, si
chiama traffico, ossia il proliferare pervasivo, indiscriminato e non più
sostenibile di oltre un miliardo di veicoli a motore nell’intero pianeta, auto
in testa.
Oggi più che mai tutto quello che si decide e si fa
localmente ha immediate ripercussioni globali e viceversa: l’aria non ha
confini e quindi bisogna andare tutti insieme nella stessa direzione.
I comportamenti individuali sono molto importanti ma
ancor più decisive sono le scelte degli Amministratori pubblici che hanno il
dovere istituzionale di agire per il bene della loro Comunità e lo devono fare
anche quando le loro scelte possono apparire impopolari. E qui torniamo al tema
iniziale.
Le piste ciclopedonali sono un ottimo strumento in
questa direzione ma devono non solo far parte di un discorso complessivo che
contemporaneamente comporti la riduzione del traffico veicolare privato con
incentivi e disincentivi, ma vanno anche spiegate bene, promosse con iniziative
di ogni genere e continuamente vigilate e mantenute nelle migliori condizioni
di utilizzo.
A fine articolo vi propongo il foto-racconto della
pista ciclabile di 1 km. da Lanciano in direzione Mozzagrogna che rappresenta l’esempio
evidente di cosa non si deve fare in questo campo. Un’opera buttata lì, senza
capo né coda, totalmente isolata e inutilizzata, realizzata a fianco di una
strada a grande scorrimento con tutti i gas di scarico a
corredo, fatta presumibilmente senza convinzione né passione solo per prendere
qualche finanziamento pubblico.
In sostanza ai nostri Amministratori chiediamo
questo: investite in questo progetto che dovrà essere l’inizio per cambiare in
meglio la nostra Città
e soprattutto dimostrate di crederci davvero promuovendo incontri pubblici, anche nelle scuole, per
illustrare l’opera e soprattutto i benefici che ne trarranno tutti se verranno
fatte le cose per bene.
Perché non avete messo un bel tabellone con la
raffigurazione del progetto in modo che ogni cittadino potesse avere un’immediata
evidenza di quello che si stava realizzando evitando così il diffondersi delle
voci più incontrollate e spesso fantasiose? Si può ancora fare.
Le Città come la nostra, luoghi di bellezza e di
incontro, appartengono soprattutto alle persone in carne e ossa che le vivono, le
attraversano e le rispettano e che per prime devono essere considerate e tutelate.
Le cose buone non basta farle ma vanno fatte bene: quando
si proverà il meglio tutti capiranno.
Franco Mastrangelo
FOTO-RACCONTO DI COME FARE MALE UNA COSA BUONA: LA PISTA CICLABILE DA LANCIANO VERSO MOZZAGROGNA.
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L'inizio nel nulla. |
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Neanche l'ombra di una bici ,solo auto e gas di scarico nella strada di fianco. |
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La natura si riprende giustamente quello che le lascia l'incuria dell'uomo. |
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E poi mi ritrovai in una selva oscura, che la diritta via era smarrita... |
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I rovi, ottimo diversivo per gomme e camere d'aria. |
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La pista appena cominciata, è già finitaaa... (tot. 1 km) |
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Si torna indietro: dal nulla verso il nulla... |
A TUTTI GLI AMMINISTRATORI PUBBLICI: ECCO UN ESEMPIO DA NON SEGUIRE MAI!!!