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Lei è all'orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi.
Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta di dieci passi più in là.
Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai.
A cosa serve l'UTOPIA?
Serve proprio a questo: a camminare.

Eduardo Galeano

Non puoi risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato.
Albert Einstein



Se vuoi essere universale, parla del tuo villaggio.
Lev Tolstoj

sabato 26 novembre 2016

AGLI AMMINISTRATORI DI LANCIANO: SPIEGATE BENE LA PISTA CICLOPEDONALE ALLA CITTADINANZA (con un foto-racconto di cosa non si dovrebbe fare mai).



Sulla pista ciclopedonale di Via del Mare regna una grande confusione, soprattutto nell’opinione pubblica locale perché non si ha un’idea precisa di quale sarà il progetto definitivo realizzato e i suoi conseguenti benefici. Quest’incertezza diffusa porta alla circolazione delle voci più disparate, spesso del tutto prive di fondamento.

Per questo, senza la pretesa di dettare l’agenda a nessuno, ci permettiamo di dare alcuni suggerimenti costruttivi affinché non si perda questa possibilità di una svolta epocale verso un percorso di netto miglioramento della vivibilità all’interno di Lanciano.

Sono consigli che vengono da chi si muove quotidianamente in bici o a piedi e che quindi ha una percezione immediata di quali siano le problematiche da affrontare. Guardate che siamo in tanti, anche se ovviamente meno visibili e molto meno ingombranti (ma di certo meno dannosi).

E’ solo l’inizio, dobbiamo ricordarcelo sempre, ma come dicono i saggi di tutte le età chi ben comincia è a metà dell’opra.

Partiamo dal presupposto che incentivare la mobilità sostenibile e alternativa a quella motorizzata è l’unica strada realistica percorribile se vogliamo salvare le sorti collettive.


Il recente inquietante rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente certifica che in Europa le polveri sottili che inquinano l’aria, con tutto il loro carico di sostanze pericolose e cancerogene, uccidono ogni anno 467mila persone. L’Italia, come spesso accade, è ai vertici di questa triste classifica con 66.630 decessi per le polveri ultrasottili PM 2,5, 21.040 morti per il biossido di azoto e 3.380 per l’ozono.

L’imputato principale, parliamoci chiaramente, si chiama traffico, ossia il proliferare pervasivo, indiscriminato e non più sostenibile di oltre un miliardo di veicoli a motore nell’intero pianeta, auto in testa.

Oggi più che mai tutto quello che si decide e si fa localmente ha immediate ripercussioni globali e viceversa: l’aria non ha confini e quindi bisogna andare tutti insieme nella stessa direzione.

I comportamenti individuali sono molto importanti ma ancor più decisive sono le scelte degli Amministratori pubblici che hanno il dovere istituzionale di agire per il bene della loro Comunità e lo devono fare anche quando le loro scelte possono apparire impopolari. E qui torniamo al tema iniziale.

Le piste ciclopedonali sono un ottimo strumento in questa direzione ma devono non solo far parte di un discorso complessivo che contemporaneamente comporti la riduzione del traffico veicolare privato con incentivi e disincentivi, ma vanno anche spiegate bene, promosse con iniziative di ogni genere e continuamente vigilate e mantenute nelle migliori condizioni di utilizzo.

A fine articolo vi propongo il foto-racconto della pista ciclabile di 1 km. da Lanciano in direzione Mozzagrogna che rappresenta l’esempio evidente di cosa non si deve fare in questo campo. Un’opera buttata lì, senza capo né coda, totalmente isolata e inutilizzata, realizzata a fianco di una strada a grande scorrimento con tutti i gas di scarico a corredo, fatta presumibilmente senza convinzione né passione solo per prendere qualche finanziamento pubblico.

In sostanza ai nostri Amministratori chiediamo questo: investite in questo progetto che dovrà essere l’inizio per cambiare in meglio la nostra Città e soprattutto dimostrate di crederci davvero promuovendo incontri pubblici, anche nelle scuole, per illustrare l’opera e soprattutto i benefici che ne trarranno tutti se verranno fatte le cose per bene. 

Perché non avete messo un bel tabellone con la raffigurazione del progetto in modo che ogni cittadino potesse avere un’immediata evidenza di quello che si stava realizzando evitando così il diffondersi delle voci più incontrollate e spesso fantasiose? Si può ancora fare.

Le Città come la nostra, luoghi di bellezza e di incontro, appartengono soprattutto alle persone in carne e ossa che le vivono, le attraversano e le rispettano e che per prime devono essere considerate e tutelate.

Le cose buone non basta farle ma vanno fatte bene: quando si proverà il meglio tutti capiranno.

Franco Mastrangelo

FOTO-RACCONTO DI COME FARE MALE UNA COSA BUONA: LA PISTA CICLABILE DA LANCIANO VERSO MOZZAGROGNA.


L'inizio nel nulla.
Neanche l'ombra di una bici ,solo auto e gas di scarico nella strada di fianco.

La natura si riprende giustamente quello che le lascia l'incuria dell'uomo.

E poi mi ritrovai in una selva oscura, che la diritta via era smarrita...

I rovi, ottimo diversivo per gomme e camere d'aria.

La pista appena cominciata, è già finitaaa... (tot. 1 km)

Si torna indietro: dal nulla verso il nulla...
A TUTTI GLI AMMINISTRATORI PUBBLICI: ECCO UN ESEMPIO DA NON SEGUIRE MAI!!!

 

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