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Lei è all'orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi.
Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta di dieci passi più in là.
Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai.
A cosa serve l'UTOPIA?
Serve proprio a questo: a camminare.

Eduardo Galeano

Non puoi risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato.
Albert Einstein



Se vuoi essere universale, parla del tuo villaggio.
Lev Tolstoj

sabato 11 giugno 2016

"BIKE-PRIDE": ANDARE IN BICI CON L'ORGOGLIO DI NON DANNEGGIARE NIENTE E NESSUNO




Domenica scorsa si è svolto a Bologna il "Bike-pride", una giornata ricca di iniziative per rivendicare il ruolo centrale della bicicletta nelle realtà urbane.

Ho assistito compiaciuto al corteo lungo i Viali composto da migliaia di bici coloratissime e da alcuni  mezzi spettacolari costruiti su due, tre o quattro ruote ispirati al tema della giornata "L'Onda verde- per la Festa dell'Europa" con lo slogan "per dare via libera al traffico e portare la pace nelle strade". Non a caso, e giustamente, la bici quest'anno è stata proposta come candidata al Nobel per la pace.


Il mio sogno è che anche da noi a Lanciano si possa realizzare qualcosa di simile, ma non come semplice giornata celebrativa e sporadica ma come fenomeno stabile di larghe fasce della popolazione che adottano questo mezzo per gli spostamenti di tutti i giorni. E' l'unica possibilità che ci rimane (insieme all'utilizzo di piedi e gambe) per salvare le Città e soprattutto salvaguardare la nostra salute visto che, è sempre bene ripeterlo, i gas di scarico dei veicoli a motore (polveri sottili & co.) sono certificati cancerogeni dall'OMS- Organizzazione Mondiale della Sanità.

A Bologna, a parte la rete sempre crescente di piste ciclabili che hanno raggiunto la lunghezza complessiva di 163km., sono in atto da tempo delle iniziative molto innovative come la "Velostazione Dynamo" (www.dynamo.bo.it), nei pressi della Stazione ferroviaria, dove parcheggiare, noleggiare, riparare e accessoriare le bici e dove si svolgono corsi, eventi e concerti spesso gratuiti negli ampi spazi che la ospitano.

Purtroppo queste lodevoli iniziative non possono nascondere la contraddizione di fondo dei tentativi molto timidi di ridurre il traffico privato (con la "zona T" totalmente interdetta ai veicoli a motore solo il sabato e la domenica e limitatamente alla zona centralissima) che è il prerequisito fondamentale per rendere più vivibili e sicuri i centri urbani.

Purtroppo la centralità dell'auto nei nostri comportamenti e soprattutto nei nostri ragionamenti non conosce differenze di schieramenti politici o culturali e si impone ovunque senza grandi resistenze. Ma è proprio lì che dobbiamo andare ad incidere per scalfire e, si spera, abbattere il monolite a motore.

Manifestazioni di questo genere vanno benissimo per promuovere, sostenere e diffondere il movimento ma poi bisogna pretendere dalle proprie amministrazioni che vengano presi provvedimenti urgenti per spostare la mobilità da quella individuale motorizzata a forme sane e non inquinanti come appunto la bici o la pedonalità o a quelle collettive e condivise.

Le Città hanno quasi ovunque abdicato al dominio prepotente e deturpante delle automobili quando sono proprio loro le prime intruse nei comuni italiani, nati in tempi storici assai lontani e del tutto incompatibili con la loro presenza.

L'orgoglio per il momento è quello di provare a fare qualcosa in questa direzione, il sogno è quello di vedere un giorno replicata la marcia dei sessantamila questa volta contro le piccole "ombrine" a quattro ruote che tutti i giorni, mattina, sera e notte, sputano senza vergogna il loro micidiale veleno.


Franco Mastrangelo fm.autostop@gmail.com


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